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lunedì 14 gennaio 2013

[Diario] In morte di Gordon Lee

Chi era il signor Gordon Lee?
Non l'ho mai conosciuto personalmente, ma ho seguito il suo caso fin dall'inizio e ho contribuito a finanziare, nel mio piccolo, il Comic Book Legal Defense Fund per aiutarlo a difendersi in un processo che ha sempre avuto una sfumatura di assurdo e che è l'esempio perfetto di cosa non vada nel grande (geograficamente parlando) paese che ci ha regalato tanti bei momenti con i suoi giornaletti pieni di strani tizi in calzamaglia.
Gordon Lee quei giornaletti li vendeva nel suo Legends Comics, negozio di fumetti di Rome, Georgia. Li ha venduti per tanti anni, con passione e amore per il medium fumetto, in ogni sua forma. E quei giornaletti sono stati anche il problema più grosso della sua vita.
Nel 1994, le autorità lo accusarono di "distribuzione di materiale osceno" per aver venduto copie di due fumetti porno di cui non avevo mai nemmeno sentito parlare, Final Tabu e un altro dalla godereccia allitterazione nel titolo Debbie Does Dallas a due lettori adulti. Accusa che finì con la sospensione della sentenza e il pagamento di un'ammenda di 250 dollari.
Una cazzata, insomma.
ma di quelle che, in America, possono rovinarti la vita. Perché le grandi masse belanti di ottusi benpensanti casa-e-chiesa fanno sempre un putiferio ogni volta che si presenta una situazione del genere. E i procuratori distrettuali, che negli States sono eletti dallo stesso popolo bove (o peggio, nominati dal governatore), vanno a caccia di casi come quello di Gordon Lee per alimentare la loro visibilità "politica".
dev'essere successo qualcosa di simile nel 2004, quando a un minore venne regalato per errore, durante i Free Comic Book Day una copia di Alternative Comics #2, che conteneva un estratto della graphic novel di Nick Bertozzi The Salon, dove si trovava una vignetta (una vignetta!) che ritraeva un Pablo Picasso nudo, sebbene in una situazione non sessuale. I genitori del bambino, sicuramente due illuminati, fecero un esposto e, nonostante Gordon ammise l'errore e si offrì di fare pubblica ammenda, venne arrestato con l'accusa di aver passato materiale pornografico a un minore e altre cinque accuse per la quale non vi erano vittime indicate. Il CBLDF accorse in suo aiuto per sostenere le assurde spese legali a cui il negoziante doveva fare fronte e contestare la legge dello stato della Georgia.
Il tutto finì con la caduta delle accuse tra il novembre del 2007 e l'aprile del 2008, ma Gordon dovette fare fronte per anni alla follia quasi inquisitoria e disgustosamente (falsamente/opportunisticamente?) moralista delle autorità. Senza l'aiuto del CBLDF, Gordon non sarebbe stato in grado di difendersi e di tenere fede alla sua convinzione di essere innocente e di non dover permettere che il suo caso stabilisse un precedente pericoloso per la libertà di altri. Se avesse ammesso le sue colpe, si sarebbe risparmiato la merda che la becera opinione pubblica locale e di qualche scemunito del comicdom americano gli scaricarono addosso. Ma Gordon tenne duro, e alla fine dimostrò di avere ragione.
Vi dico tutto questo perché attraverso alcuni amici americani ho asputo che Gordon Lee non è più tra noi. Si è spento a soli 54 anni in seguito alle complicazioni dovute a diversi problemi cardiaci.
Ma la cosa che mi ha fato più male, la cosa più triste, è stato leggere che è stato costretto a (s)vendere tutto il materiale contenuto nel suo negozio, fumetti e qualsiasi altra cosa, per potersi permettere di pagare le spese per il proprio funerale.
E secondo me, Gordon Lee una cosa così non se la meritava.

giovedì 27 settembre 2012

QUEBRADA a Treviso


Come anticipavo QUI, da domani sarò ospite al Treviso Comic Book Festival per inaugurare, domenica mattina, la mostra di QUEBRADA che vedrà esposte tavole di Andrea Accardi, Giuseppe Camuncoli, Werther Dell'Edera & Lorenzo Ruggiero, Grazia Lobaccaro e il sottoscritto, umilmente presente con alcuni design "d'epoca".
La mostra sarà inserita nella mostra Sport e Fumetto che è il tema portante dell'edizione 2012 di questo festival che ha saputo distinguersi nel panorama italiano per l'attenzione alle tante tipologie di fumetto che ci sono in giro, tutte trattate con grande attenzione. Alberto "Alpo" Polita e Nicola Ferrarese, che per me sono Treviso Comics,  organizzano con passione, insieme ai tanti volontari, una fiera bella e interessante, ricca di mostre e (tanti!) ospiti.
La prima volta che feci loro visita senza preavviso, due anni fa, mi trovai catapultato in un ambiente amichevole e accogliente, che mi lasciò la voglia di tornare.
Ed eccomi qui, di nuovo pronto a passeggiare per le strade della bella cittadina veneta, in versione ospite e candidato al Premio Carlo Boscarato. Ma mi ripeto, quindi la tengo breve.
Fate un salto a Treviso questo weekend, soprattutto se non ci siete mai stati. E vedrete che farete la mia fine, e ci tornerete volentieri.
(Il TCBF è anche su FacebookTwitter.)

lunedì 20 febbraio 2012

[Diario] Ricordando Magnus


Non mi sono mai piaciuti i necrologi, specie quelli scritti in occasione degli anniversari. Le ragioni di questa avversione sono di natura personale, e vi basti sapere questo. Quest'anno, però, pochi giorni dopo il sedicesimo anniversario dalla morte di Magnus, ho "trovato" questo video che sono finalmente riuscito a vedere con calma solo pochi giorni fa.
E mi ha fatto un effetto strano.
Perché Magnus, al secolo Roberto Raviola, l'ho incontrato una sera nella redazione di Granata Press, poco prima del Natale 1994, quando ero solo un giovinastro in piena gavetta, che l'art director Roberto Ghiddi (grande amico del Maestro, come era solito chiamarlo) stava facendo maturare come sceneggiatore con i calci in culo per i quali non lo ringrazierò mai abbastanza.
Nei primi anni '90 internet non c'era. Pazzesco pensarci oggi, ma allora era molto più difficile sapere che faccia avesse un autore, pure se così famoso. E così, quando mi trovai davanti a questo signore piccino, col baffone folto, chiuso in un cappotto e con un Borsalino i cui colori non ricordo, non avevo idea di chi avessi davanti. Ghiddi me lo presentò come "il Maestro" e io, stupidamente, non feci due più due, anche se avevo gli avevo già sentito tante volte usare quel soprannome per Magnus. Strinsi la mano a quel signore simpatico e timido per poi sbiancare quando, rimasto in ufficio con Ghiddi, capii chi avessi appena incontrato. Mio zio Fabio, grande appassionato del suo lavoro (nonché uno dei principali colpevoli del mio avviamento al fumetto) non me l'ha mai perdonato.
Non lo incontrai più, e mi spiace aver perso l'occasione per dirgli quanto il suo lavoro mi avesse insegnato ad amare il fumetto. A partire da Alan Ford per passare a Kriminal e Satanik, il suo capolavoro Lo Sconsciuto così come quel Necron che leggevo di nascosto nell'edizione tascabile Edifumetto celata dai più grandi (e innocui) albi dei supereroi Marvel-Corno, fino a gioielli quali Le 110 Pillole e il celebre Texone che fu anche il suo canto del cigno.
Risentire la sua voce e quel suo modo di ripetere "capito?" mentre spiega a Red Ronnie (brrr...) come svolgeva le sue meticolose ricerche, roba da far impallidire i wiki-esperti moderni, fa un certo effetto. E mostra la modesta e al contempo inimitabile professionalità di un artista che vorrei potesse avere ancora oggi la possibilità di continuare a stupirci con il suo lavoro.

venerdì 17 febbraio 2012

[Da Non Perdere] Un delizioso 1989


Becky Cloonan spacca.
È simpatica, ascolta musica grintosa e non ha paura di voi.
Poi c'è il piccolo particolare che è una disegnatrice, ma soprattutto una narratrice, davvero bravissima. Prima di dedicarsi alla nuova serie di Conan della Dark Horse insieme a Brian Wood (con il quale realizzò anche l'interessante antologia Demo), ha disegnato un fantastilione di storie, tutte di livello davvero alto.
Quella che trovate QUI è una storia breve e deliziosa dal titolo 1989 realizzata per Heartbreakcomics. Ha un po' il sapore dolceamaro di uno Stand By Me e si legge che è un piacere. A mio giudizio combina, in dosi azzeccate, un po' del Calvin & Hobbes di Bill Watterson con i Peanuts del maestro Schulz, riletti in una chiave manga-occidentalizzata. Ma adesso basta con questi sproloqui da finto critico.
Leggete la storia di Becky.
Vi piacerà.