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sabato 31 marzo 2012

99 DAYS candidato per lo Spinetingler Award


Io nemmeno lo sapevo, è stato Andy Diggle a segnalarmelo via Twitter, aggiungendo un "ironico in bocca al lupo", solo questa mattina.
Fondato nel 2004, Spinetingler Magazine è un sito dedicato alle storie che fanno della tensione il loro motore principale. In due parole, mystery & crime. Sul sito potete trovare racconti originali e recensioni di tutto ciò che può darvi "brividi alla schiena", un motto che un po' traduce anche il nome del sito. Libri, fumetti, serie tv e film, Spinetingler copre tutto, a 360°. Dal 2008 poi, lo Spinetigler Award premia, in diverse categorie, le storie migliori che restano sulla lunghezza d'onda della rivista. 99 GIORNI è candidato come Best Crime Comic or Graphic Novel per il 2011. Potete (dovete?) esprimere il vostro voto a QUESTO link.
Che dire? È la prima volta che mi trovo nominato per un premio di livello internazionale e sono contento, a prescindere da come andrà a finire, che Spinetingler abbia candidato il lavoro mio e di Kris Donaldson insieme a quello di diversi grandi autori.
Poi sarei ipocrita a dire che non ci spero.
Quindi smettete di leggere quello che sto scrivendo e correte SUBITO tutti a votare!

martedì 7 febbraio 2012

[Da Non Perdere] BEFORE WATCHMEN - apocrifi apocalittici & disintegrati


Da una settimana è diventata notizia di pubblico dominio.
Before Watchmen  ha fatto il giro del mondo più volte, facendo esprimere opinioni a chiunque abbia anche solo sfogliato il "supremo libro originale" una volta nella vita.
E chi diavolo sono io per tirarmi indietro?
Ho aspettato qualche giorno, per parlarne, per via di una serie di impicci lavorativi, precipitazioni nevose e lontananza da casa. Ora, seduto comodamente accanto a una tazza di tè caldo, posso finalmente esprimermi riguardo al progetto annunciato (dopo un paio di rinvii) dalla DC Comics. Non che sia importante o che, ma visto che si parla di un'opera che ha fatto quasi da "libro di testo" negli anni della mia formazione come sceneggiatore, penso di poter spendere qualche parola sensata.
Anche perché sapevo di questa cosa (ed era nell'aria, suvvia...) da quasi sei mesi.
Forse è per questo che lo shock avvertito in tutto il fumetto-mondo non mi ha colpito con la stessa forza. Ignoravo l'estensione e la portata (produttiva, nel senso di quante testate fossero in lavorazione) di BW, ma non ci avevo messo molto a capire che sarebbe stata una di quelle cose che dividono. E piuttosto nettamente. Così è stato, e nell'ultima settimana mi sono "goduto" lo spettacolo: un misto di indignazione, enfasi, curiosità, livore, trepidazione e stupore.
Dite quello che volete, ma la DC Comics ha ottenuto quello che voleva. Tutti ne hanno parlato e tutti hanno preso posizione. E a esser sincero, non credo che tutti quelli che hanno dichiarato, per rispetto al Sommo Barbuto, di non avere intenzione di acquistare un solo albo di BW lo faranno davvero. Li compreranno, li leggeranno e poi --probabilmente-- li criticheranno come è loro diritto.


Solo il signore ritratto qui accanto nel giorno del suo matrimonio potrebbe davvero dire "Non me ne frega un cazzo".

L'operazione commerciale è piuttosto grossa e promette di creare diversi nuovi long-seller che andranno ad affiancare Watchmen sugli scaffali delle librerie, e così facendo, però, prolungheranno quella che per Alan Moore è un'agonia che ha sempre vissuto come un'ingiustizia subita per colpa del contratto originale e della politica editoriale della DC.
Spieghiamo meglio.
Quando Moore firma per realizzare Watchmen (e anche per concludere V For Vendetta, ma questa è un'altra storia), il contratto prevede che lui e Dave Gibbons cedano alla DC la proprietà dell'opera per un periodo limitato. Trovate queste informazioni ovunque, ma nel caso siate pigri, sappiate che i termini davano all'editore un anno di tempo per ristampare l'opera in volume dopo l'esaurimento delle copie disponibili. Allo scadere di tale periodo, se l'editore non avesse ristampato (leggi "investito nuovamente") l'opera, avremmo avuto quello che in gergo si chiama reversal of rights, e i tutti i diritti dell'opera sarebbero tornati agli autori. Pare che Moore e Gibbons contassero su questa clausola, presente in ogni contratto di edizione, per riprendere il controllo del loro lavoro.
Solo che Watchmen diventò in breve un bestseller e ciò non avvenne mai.
Perché fintanto che la DC terrà in catalogo il paperback che raccoglie i dodici capitoli della serie, e ha il diritto di farlo, i diritti restano di proprietà dell'editore. All'epoca, nessuno si aspettava una cosa simile. Le raccolte in volume non vendevano come fanno oggi e nessuno poteva immaginare che Watchmen avrebbe fruttato così tanto ad autori ed editore, in termini economici e di popolarità. I meriti, ovviamente, vano agli autori stessi e al loro superbo lavoro e di sicuro non vengono ridotti dal sapere che i protagonisti erano basati sui personaggi della Charlton Comics (Captain Atom, The Question, Blue Beetle, eccetera) che non potevano essere usati perché pronti a essere introdotti nel DC Universe post-Crisi sulle Terre Infinite, come in tanti perdono tempo a dire.
Le cose oggi sono cambiate, i contratti prevedono una gestione diversa dei diritti, ma ogni lavoro ha una clausola di reversal, anche il mio contratto per 99 DAYS ce l'ha. E parliamo sempre della terribile DC Comics, gente.
Il fatto è che qui hanno un po' ragione tutti.
Alan Moore, in primis (anche se in disaccordo con Gibbons), che ritiene non si debba fare nulla di nuovo con le sue creazioni ancora nelle mani del nemico. Sì, perché Moore è in guerra con la DC da anni, come lo sono gli eredi si Siegel & Shuster per Superman e Berni Wrightson --ma non Len Wein, che guarda caso era editor di Watchmen e scriverà anche una serie di BW-- per Swamp Thing, ripresa di tanto in tanto dalla DC per evitare che possa essere esercitata proprio la clausola di reversal (almeno così mi diceva Wrightson quando ci fece da guida e portò me e Cammo a visitare la celebre Bronson cave, ma questa è un'altra storia). Ma anche la DC, che esercita un freddo diritto contrattuale che, per quanto possa apparire freddo e poco signorile, non ha mai sfruttato in tutti questi anni. Il motivo è noto a molti: dato il successo di Watchmen, la DC tentò un riavvicinamento a Moore, ma questi rifiutò di fare altro e di lavorare per loro, quindi ogni possibile proposta cadde nel vuoto. Del resto, quando la WildStorm Productions venne acquisita dalla DC nel 1998, Jim Lee dovette volare a Northampton per spiegare la cosa a Moore ed evitare che l'acquisizione potesse significare la fine dell'etichetta ABC Comics creata insieme ad Alan Moore. Le cose andarono avanti con sopportazione reciproca tra Moore e la DC guidata da Paul Levitz fino all'anniversario del ventennale (ricordo la videointervista sui monitor dello stand alla San Diego Comicon), poi tutto andò in malora. Credo ebbe tutto inizio con la polemica seguita all'adattamento per il cinema di V For Vendetta, ma in ogni caso, la nuova direzione della DC non aveva intenzione di mantenere le cose così com'erano state per vent'anni. Specie dopo il passaggio a DC Enternaiment, con una maggiore influenza della Warner Bros nella gestione giornaliera del ramo editoriale.
Situazione complessa, quindi.
Non mi metterò a disquisire su quel gioiello che è League of Extraordinary Gentlemen e sull'uso/reinvenzione di personaggi classici (le diverse leggi sul diritto d'autore hanno impedito l'edizione italiana di un volume, vi basti questo) e su come questo sia paragonabile o meno a ciò che BW sarà per il lavoro di Moore e del sempre troppo poco nominato Gibbons. Perché non credo c'entri un accidente di niente. Né mi dilungherò a decantare i contratti rispettosi del diritto d'autore della Image Comics, che sono diversi proprio perché la stessa casa editrice nacque per volontà di un gruppo di autori decisi a non rinunciare alla proprietà delle loro creazioni --come ribadisce con passione l'editor in chief Eric Stephenson sul suo blog.
Chiunque ha gli strumenti e le informazioni, a volte fin troppe e spesso molto parziali, ma tant'è, per decidere cosa vuole pensare di BW. Conosco personalmente alcuni degli autori coinvolti e so che daranno il meglio perché sanno bene cosa stanno facendo e con chi e cosa dovranno confrontarsi. Adesso che BW è una realtà, voglio vedere di cosa sono capaci e voglio che si mettano alla prova come mai prima d'ora. E posso essere d'accordo con chi offre una prospettiva non opposta ma diversa sulla cosa, come Leah Moore che chiedeva "Ma perché non investire su qualche talento nuovo e provare a trovare il prossimo Watchmen?"
E allora?
E allora forse era una cosa da non fare, ma verrà fatta. E conoscendo la fama, il curriculum e in qualche caso le personalità di autori come Lee Bermejo, credo verrà fatta al meglio delle loro possibilità.
Non mi aspetto niente di meno.
Perché Watchmen è un'opera narrativa superba, un perfetto meccanismo a orologeria costruito con passione meticolosa e in grado di raccontare una storia profonda e delineare personaggi sfaccettati e affascinanti.
Era ed è inimitabile.
Era l'inizio del 1989 quando venni a contatto con il lavoro di Moore e Gibbons per la prima volta. Conservo ancora da qualche parte, gli inserti stampati su carta (igienica?) di bassa qualità, che trovavo dentro alla rivista Corto Maltese, pubblicata da Rizzoli/Milanolibri. Recuperai subito un volume, rigorosamente in lingua originale, e poi, nei primi anni '90 tra Londra ed Edinburgo, tutti gli albi originali. Da allora leggo Watchmen almeno una volta all'anno, godendomi ogni volta le sensazioni che ancora riesce a darmi e stupendomi della tecnica e delle trovate narrative messe sulla pagina da Moore e Gibbons.
Mi si potrebbe definire un Watchnerd? Forse, in fondo il film mi è piaciuto (ma non ho mai comprato una sola action figure, il che forse mi squalifica) e conosco storia e personaggi come fossero roba mia.
Ma alla fine non lo sono. perché ormai appartengono a un immaginario comune a cui, di recente, ben poche creazioni hanno avuto accesso.
Quindi, se posso permettermi un suggerimento, aspettiamo al varco Darwyn Cooke e tutti gli altri, giudichiamo ciò che faranno senza fare sconti, ma senza preconcetti. In molto dicono "Non c'è niente che mi possa essere detto di più su Rorschach o sul Comico. Moore ha già detto tutto."
E forse sarà così. Ma forse potremmo trovare spunti interessanti in quello che altri autori cercheranno di raccontarci, con le loro sensibilità diverse da quella di Moore e in un altro momento storico, forse delicato quanto il 1985.
In tutto questo, Watchmen resterà un lavoro inimitabile, unico e  nel suo genere forse inarrivabile (visto? sono un Watchnerd...) e niente potrà mai cambiare questo dato di fatto.
Anni fa, Alan Moore rispose a una domanda sul perché continuasse a fare fumetti dicendo che il cinema aveva avuto Quarto Potere e la letteratura Guerra e Pace. Secondo il Mago di Northhampton, al fumetto mancava ancora la sua "opera definitiva".
Io ho sempre pensato che sbagliasse...

martedì 25 ottobre 2011

Di NYC Comic Con e Prime Volte

La prima Comic Con di New York, quella del 2006, era piccina e tutta dedicata al fumetto. Gli organizzatori, forse poco convinti della sua riuscita, le avevano dedicato solo lo spazio di un seminterrato del gigantesco Jacob Javits Center. L'affluenza toccò comunque l'inaspettata cifra di 33.000 visitatori. Era la prima volta che andavo nella Grande Mela per una convention, dopo le diverse esperienze alla fiera "gemella" di San Diego a partire dalla fine degli anni '90, e un paio di visite a NYC di carattere non esclusivamente professionale.
Questa edizione, la sesta, ha contato 105.000 presenze. Sempre meno di Lucca, ma un incremento decisamente notevole.

Anche quest'anno ho partecipato e, come potete vedere dall'immagine di apertura, è stata per certi versi una prima volta tutta nuova anche per me. A stagliarsi contro la sagoma del Batman di Arkham City, il notevole videogame promosso in pompa magna alla DC Comics, è infatti lo stand-up con la copertina di 99 DAYS e il nome del sottoscritto.
A cosa serve questo oggetto? Semplice. Ci si sta seduti dietro quando si ha il turno di autografi & incontri con i lettori al tavolo dello stand dell'editore.
Cosa che mi ha fatto piacere, naturalmente.
Qui sotto mi vedete accanto al bravissimo Kristian Donaldson, che il nostro Vertigo Crime lo ha disegnato da dio, e che ho conosciuto per la prima volta proprio a New York.

Kris, oltre a essere un artista strepitoso, è un tipo simpatico col quale ho passato parecchio tempo a chiacchierare di idee future. Per la prima volta, appunto.
Poi, gli amici de LoSpazioBianco mi hanno chiesto di scrivere un piccolo report (assolutamente unofficial) della fiera, quindi avrò modo di parlare ancora della NYC Comic Con e ovviamente posterò il link anche qui su Breakfast.
E anche questa, in fondo, sarà una prima volta da "inside man".

mercoledì 7 settembre 2011

Machete, quello vero


Quando sono entrato nella ferramenta non l'ho notato.
Ero lì insieme a un amico per recuperare viti e tasselli necessari per il bricolage pomeridiano alla Scuola Internazionale di Comics. Sapete com'è, l'open day di sabato 17 settembre si avvicina e stiamo sistemando un po' di cose (nuovi computer con quadri --uno ENORME-- da appendere e spine multiple da fissare alle pareti) per prepararci a quella che, come ogni anno è un po' la festa di apertura dell'anno scolastico.
Ero lì, dicevo, e dopo aver pagato il necessaire, alzo gli occhi e vedo il machete appeso, anzi sospeso grazie a sottili e facilmente frangibili catenelle, sulla testa del negoziante.
Sarà per via di 99 DAYS e del machete in copertina, ma quando gli chiedo il prezzo, l'esercente pingue e sudaticcio sorride e mi dà una risposta piuttosto originale.
"Quello è per autodifesa."
Davanti al nostro stupore ci spiega come certi balordi entrati nel negozio siano stati dissuasi da qualsiasi cattiva intenzione avessero quando ha alzato il braccio verso il manico.
Poi ci mostra l'ascia che tiene dietro la macchina per la riproduzione delle chiavi.
Sembra un signore tranquillo, dice "fortuna che non hanno pistole," e improvvisamente capisco di aver a che fare con uno che Danny Trejo rispetterebbe.

Per la cronaca, il machete costava solo cinquanta euro, ma l'ho lasciato dov'era.

venerdì 19 agosto 2011

Recensione di 99 DAYS, ma occhio...

...perché gli spoiler sono parecchi!
Pare sia piaciuto, comunque, cosa che fa piacere.
L'hanno fatta quelli del sito Comic Revolution e la trovate QUI.
Cheers!

mercoledì 17 agosto 2011

99 DAYS, la copertina definitiva


Questa è la copertina definitiva, opera di Lee Bermejo.
Sarà la suggestione, ma sembra troppo la locandina di un film...

99 GIORNI e più di un anno dopo...




Esce oggi negli Stati Uniti dopo un lungo periodo in-the-making. 99 DAYS è forse una delle cose migliori che ho scritto e Kristian Donaldson ha fatto un lavoro superbo, rendendo questa storia qualcosa di cui sono davvero orgoglioso.
Per quelli di voi che non avessero modo/tempo/occasione di procurarsi la copia in inglese, vi posso già anticipare che a Lucca 2011, allo stand Panini Comics, potrete trovare l'edizione italiana di 99 GIORNI (diavolo, non sono abituato a leggere il titolo in italiano) e, ovviamente, il sottoscritto che sarà lì a presentarlo.


E con l'uscita americana di 99 DAYS si interrompe ufficialmente, dopo più di un anno, il silenzio della Colazione dei Campioni...