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giovedì 10 ottobre 2013

Vado, ammazo gli X-Men e torno



Cinquant’anni di X-Men.
Un’ottima ragione per spezzare (finalmente?) il silenzio del blog. Dopotutto, i mutanti Marvel sono stati per molti anni una delle mie letture preferite e quando Davide Occhicone e David Padovani mi hanno chiesto di contribuire al colossale Special che stavano preparando, non potevo certo rifiutare.
Il mio pezzo, che trovate QUI, è solo l’ultimo di una lunga serie di approfondimenti di ogni genere sul mondo dei mutanti della Casa delle Idee che da quasi un mese riempie le pagine de Lo Spazio Bianco.
Mi sono divertito a raccontare il dietro-le-scene della lavorazione della mia storia, la prima che realizzai per la Marvel e ancora inedita in Italia. Quella in cui ammazzavo tutti gli X-Men.
Nell'articolo, alle pagine del fumetto disegnate da Mike Getty, troverete affiancate anche le corrispondenti pagine di sceneggiatura, che magari possono incuriosire i fan della serie che non 

Poi vedremo di dare seguito a questo post e tornare a una frequenza accettabile su Breakfast. Non lo prometto, ma ci proverò. Nei mesi scorsi ho avuto molte cose “mondane” (diciamo così, via) a cui dare la priorità, oltre a nuovi lavori da mettere in cantiere. E se ho (davvero?) superato una certa avversione per il web che ultimamente mi ha spinto a guardare altrove, be', mi rifarò vivo presto.
Perché ci sono cose di cui voglio parlare da tempo ed è giunto il momento di farlo.
Cheers!



martedì 17 gennaio 2012

Iron Man 2 e non solo



Il buon Matteo Losso, che gestisce blog e pagina Facebook di Marvel Made in Italy ha anticipato ieri la pubblicazione di una mia intervista relativa all'edizione italiana della storia di IRON MAN di cui parlo nel post precedente. Lo ringrazio fin da ora e ovviamente pubblicherò il link quando sarà il momento.

Poi torno a dare un po' di attenzione a 99 GIORNI, segnalandovi le recensioni de LoSpazioBianco, Comicus e CBR. Non posso che ringraziare per le belle parole, nell'ordine, Gian Piero Travini, Francesco Tedeschi e Greg Burgas, unico recensore americano, per ora, a notare il refuso in quarta di copertina che attribuisce il nome "Davis" al protagonista del thriller realizzato da Kristian e me. Piccola curiosità: quello era il nome iniziale di Antoine, che divenne Boyd perché il reparto legale della DC non voleva problemi da un certo Antoine Davis, un tizio che fa il deejay a Los Angeles. Poi qualcuno in redazione fa un copiaIncolla sballato e voilà, nessuno se ne accorge per mesi.

Sui due siti di fumetto italici, anche il buon GANG BANG viene recensito da Ettore Gabrielli su LoSpazioBianco e di nuovo da Tedeschi su Comicus.

Oggi poi proverò a "spezzare la continuità" puramente informativa, che mi manca il [Diario] e ho voglia di scrivere qualcosa di quel genere. E magari sorridere un po'.
A dopo, insomma.

giovedì 10 novembre 2011

When the smoke clears

A me le facce come questa sono sempre piaciute un sacco.
Smokin' Joe Frazier se n'è andato da poco ed è triste pensare che pochi oggi conoscano quest'uomo e sappiano cosa ha fatto della sua vita e per la comunità afroamericana in generale.
La colossale personalità di Muhammad Ali ha divorato la notorietà che gente come Frazier si meritava. Il loro Fight of the Century fu un incontro spettacolare. E la meritata vittoria di Frazier sorprese parecchia gente.
Non starò ad annoiarvi con un lacunoso necrologio, leggetevi piuttosto l'articolo che Gian Piero Travini ha scritto per La Voce di Romagna (e poi seguitelo anche su LoSpazioBianco, che ne sa a pacchi anche di fumetti!), ne vale davvero la pena. Lo "Zio" Travini è un appassionato di boxe duro e puro.
Uno di quelli da non far incazzare.

Vi lascio con un paio di foto scattate poche settimane fa, a New York, nell'hotel dove alloggiavo. Lo stesso che era un po' una "seconda casa" per Smokin' Joe, come mi ha detto il direttore col quale mi sono fermato a parlare quando ho notato i guantoni appesi al muro nel suo ufficio. Il bizzarro, vagamente infantile autografo con dedica di Joe incorniciato accanto alla foto in posa mi ha fatto tenerezza.

 



Poi, stamattina, ho trovato questo trailer.
E adesso DEVO vederlo...

martedì 25 ottobre 2011

Di NYC Comic Con e Prime Volte

La prima Comic Con di New York, quella del 2006, era piccina e tutta dedicata al fumetto. Gli organizzatori, forse poco convinti della sua riuscita, le avevano dedicato solo lo spazio di un seminterrato del gigantesco Jacob Javits Center. L'affluenza toccò comunque l'inaspettata cifra di 33.000 visitatori. Era la prima volta che andavo nella Grande Mela per una convention, dopo le diverse esperienze alla fiera "gemella" di San Diego a partire dalla fine degli anni '90, e un paio di visite a NYC di carattere non esclusivamente professionale.
Questa edizione, la sesta, ha contato 105.000 presenze. Sempre meno di Lucca, ma un incremento decisamente notevole.

Anche quest'anno ho partecipato e, come potete vedere dall'immagine di apertura, è stata per certi versi una prima volta tutta nuova anche per me. A stagliarsi contro la sagoma del Batman di Arkham City, il notevole videogame promosso in pompa magna alla DC Comics, è infatti lo stand-up con la copertina di 99 DAYS e il nome del sottoscritto.
A cosa serve questo oggetto? Semplice. Ci si sta seduti dietro quando si ha il turno di autografi & incontri con i lettori al tavolo dello stand dell'editore.
Cosa che mi ha fatto piacere, naturalmente.
Qui sotto mi vedete accanto al bravissimo Kristian Donaldson, che il nostro Vertigo Crime lo ha disegnato da dio, e che ho conosciuto per la prima volta proprio a New York.

Kris, oltre a essere un artista strepitoso, è un tipo simpatico col quale ho passato parecchio tempo a chiacchierare di idee future. Per la prima volta, appunto.
Poi, gli amici de LoSpazioBianco mi hanno chiesto di scrivere un piccolo report (assolutamente unofficial) della fiera, quindi avrò modo di parlare ancora della NYC Comic Con e ovviamente posterò il link anche qui su Breakfast.
E anche questa, in fondo, sarà una prima volta da "inside man".