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venerdì 1 novembre 2013

[Diario] Lucca 2013 Giorno Uno


Come ogni anno, ma diverso.
Lucca 2013 mi vede come sempre presente, ma senza uno scopo promozionale preciso. Quest’anno mi ha visto impegnato produttivamente su fronti nuovi e che daranno, si dice, i loro frutti a partire dall’anno che verrà. La mia “assenza dal web”, blog o social che sia, mi ha impedito di tenere il passo sulle varie lavorazioni, cosa alla quale conto di rimediare presto.

Il “diverso” a cui facevo riferimento, invece, riguarda una mia “presenza” (le virgolette si sprecano, oggi) a Lucca sotto forma di una mia lunga intervista fatta da Luigi Siviero per il suo libro Dall’11 Settembre a Barack Obama, che viene presentato proprio qui in fiera allo stand NPE. Un saggio appassionato e approfondito, quello di Luigi, al quale ho avuto il piacere di contribuire in virtù della mia esperienza come sceneggiatore per le due major americane.
Il libro ve lo consiglio, poi mi saprete dire, se vorrete, cosa pensate delle mie risposte.

La cosa buffa è che per Lucca era prevista anche l’uscita del volume DC Italian Invasion, antologia della RW Lion che celebra il lavoro dei tanti autori italiani (i disegnatori e lo sceneggiatore) che hanno collaborato con DC Comics nel corso degli anni.
Una bella iniziativa (anticipata da quella simile della Marvel/Panini) che purtroppo non ha visto la luce in tempo per Lucca 2013.
Peccato. Perché al suo interno avrebbero finalmente trovato un’edizione italiana le due storie di Catwoman che scrissi nel 2005, due loghi fa per la DC Comics.
 
C'era ancora quello bello, per capirci
Si tratta del “famoso” (virgolette) primo lavoro di sempre di una scrittore italiano per una major del fumetto americano. Un piccolo evento “storico” (daje) avvenuto quando questo blog non esisteva e Facebook non era ancora l’incubo odierno e quindi non ne avevo parlato granché.
Mentre cercavo un’immagine di copertina da corredo per questo articolo, Google mi ha portato al sito RW Lion, dove ho trovato questa immagine.



Anche se non sarà ancora a lungo visibile al link sopra riportato e, con ogni probabilità, nemmeno quella definitiva, mi ha fatto sorridere vedere utilizzata la cover della “mia” Catwoman per la pagina ufficiale del libro.
Che, a questo punto, troverete in fumetteria e libreria a novembre.
Adesso vado ad affrontare il Giorno Due.

mercoledì 14 marzo 2012

[Da Non Perdere] Alan Moore prende posizione, e...


E se me lo chiedete, piscia drammaticamente fuori dal vaso. Ho già detto la mia sul discusso progetto Before Watchmen che la DC Comics ha annunciato un paio di mesi fa. Ognuno di voi ha la sua opinione, quindi è abbastanza ovvio che Alan Moore abbia la sua.
Ma trovo che in QUESTO articolo di Nerdbastards, lo scrittore che ammiro di più da sempre, perda decisamente un'occasione di uscirne da signore.
Se un master storyteller come Moore sente il bisogno di attaccare in modo così diretto, e poco di classe, gli autori coinvolti in BW, qualcosa davvero non va. E ci metto pure che alcuni di loro sono amici, oltre che colleghi, ma mi pare eccessivo definire questa la "sola occasione in cui faranno qualcosa che avrà risonanza al di fuori del fumetto nelle loro carriere".
Può avere tutte le ragioni del mondo, e pure l'incazzatura più seria e duratura nella storia delle beghe contrattuali di tutti i tempi. Ma spiace vedere un autore, per quanto risentito, prendersela con dei colleghi --anche se non sono così sicuro che arrivi a considerarli tali.
Una caduta di stile, a mio giudizio.
Che peccato.

AGGIORNAMENTO: per completezza, ecco QUI il link dell'intervista integrale di Moore a cui Nerdbastards aveva attinto. Il buon Matteo Scaldaferri l'aveva già linkata nel suo commento, ma ho preferito metterla anche qui nel testo principale.
Per inciso... io l'ho letta tutta e sono rimasto molto colpito dall'atteggiamento di Moore. E non in senso positivo. M non ne parlerò qui (che sono le undici di un venerdì sera ed esco a farmi una Birra con Cammo), ma mi riprometto di farne oggetto di un altro post.

martedì 7 febbraio 2012

[Da Non Perdere] BEFORE WATCHMEN - apocrifi apocalittici & disintegrati


Da una settimana è diventata notizia di pubblico dominio.
Before Watchmen  ha fatto il giro del mondo più volte, facendo esprimere opinioni a chiunque abbia anche solo sfogliato il "supremo libro originale" una volta nella vita.
E chi diavolo sono io per tirarmi indietro?
Ho aspettato qualche giorno, per parlarne, per via di una serie di impicci lavorativi, precipitazioni nevose e lontananza da casa. Ora, seduto comodamente accanto a una tazza di tè caldo, posso finalmente esprimermi riguardo al progetto annunciato (dopo un paio di rinvii) dalla DC Comics. Non che sia importante o che, ma visto che si parla di un'opera che ha fatto quasi da "libro di testo" negli anni della mia formazione come sceneggiatore, penso di poter spendere qualche parola sensata.
Anche perché sapevo di questa cosa (ed era nell'aria, suvvia...) da quasi sei mesi.
Forse è per questo che lo shock avvertito in tutto il fumetto-mondo non mi ha colpito con la stessa forza. Ignoravo l'estensione e la portata (produttiva, nel senso di quante testate fossero in lavorazione) di BW, ma non ci avevo messo molto a capire che sarebbe stata una di quelle cose che dividono. E piuttosto nettamente. Così è stato, e nell'ultima settimana mi sono "goduto" lo spettacolo: un misto di indignazione, enfasi, curiosità, livore, trepidazione e stupore.
Dite quello che volete, ma la DC Comics ha ottenuto quello che voleva. Tutti ne hanno parlato e tutti hanno preso posizione. E a esser sincero, non credo che tutti quelli che hanno dichiarato, per rispetto al Sommo Barbuto, di non avere intenzione di acquistare un solo albo di BW lo faranno davvero. Li compreranno, li leggeranno e poi --probabilmente-- li criticheranno come è loro diritto.


Solo il signore ritratto qui accanto nel giorno del suo matrimonio potrebbe davvero dire "Non me ne frega un cazzo".

L'operazione commerciale è piuttosto grossa e promette di creare diversi nuovi long-seller che andranno ad affiancare Watchmen sugli scaffali delle librerie, e così facendo, però, prolungheranno quella che per Alan Moore è un'agonia che ha sempre vissuto come un'ingiustizia subita per colpa del contratto originale e della politica editoriale della DC.
Spieghiamo meglio.
Quando Moore firma per realizzare Watchmen (e anche per concludere V For Vendetta, ma questa è un'altra storia), il contratto prevede che lui e Dave Gibbons cedano alla DC la proprietà dell'opera per un periodo limitato. Trovate queste informazioni ovunque, ma nel caso siate pigri, sappiate che i termini davano all'editore un anno di tempo per ristampare l'opera in volume dopo l'esaurimento delle copie disponibili. Allo scadere di tale periodo, se l'editore non avesse ristampato (leggi "investito nuovamente") l'opera, avremmo avuto quello che in gergo si chiama reversal of rights, e i tutti i diritti dell'opera sarebbero tornati agli autori. Pare che Moore e Gibbons contassero su questa clausola, presente in ogni contratto di edizione, per riprendere il controllo del loro lavoro.
Solo che Watchmen diventò in breve un bestseller e ciò non avvenne mai.
Perché fintanto che la DC terrà in catalogo il paperback che raccoglie i dodici capitoli della serie, e ha il diritto di farlo, i diritti restano di proprietà dell'editore. All'epoca, nessuno si aspettava una cosa simile. Le raccolte in volume non vendevano come fanno oggi e nessuno poteva immaginare che Watchmen avrebbe fruttato così tanto ad autori ed editore, in termini economici e di popolarità. I meriti, ovviamente, vano agli autori stessi e al loro superbo lavoro e di sicuro non vengono ridotti dal sapere che i protagonisti erano basati sui personaggi della Charlton Comics (Captain Atom, The Question, Blue Beetle, eccetera) che non potevano essere usati perché pronti a essere introdotti nel DC Universe post-Crisi sulle Terre Infinite, come in tanti perdono tempo a dire.
Le cose oggi sono cambiate, i contratti prevedono una gestione diversa dei diritti, ma ogni lavoro ha una clausola di reversal, anche il mio contratto per 99 DAYS ce l'ha. E parliamo sempre della terribile DC Comics, gente.
Il fatto è che qui hanno un po' ragione tutti.
Alan Moore, in primis (anche se in disaccordo con Gibbons), che ritiene non si debba fare nulla di nuovo con le sue creazioni ancora nelle mani del nemico. Sì, perché Moore è in guerra con la DC da anni, come lo sono gli eredi si Siegel & Shuster per Superman e Berni Wrightson --ma non Len Wein, che guarda caso era editor di Watchmen e scriverà anche una serie di BW-- per Swamp Thing, ripresa di tanto in tanto dalla DC per evitare che possa essere esercitata proprio la clausola di reversal (almeno così mi diceva Wrightson quando ci fece da guida e portò me e Cammo a visitare la celebre Bronson cave, ma questa è un'altra storia). Ma anche la DC, che esercita un freddo diritto contrattuale che, per quanto possa apparire freddo e poco signorile, non ha mai sfruttato in tutti questi anni. Il motivo è noto a molti: dato il successo di Watchmen, la DC tentò un riavvicinamento a Moore, ma questi rifiutò di fare altro e di lavorare per loro, quindi ogni possibile proposta cadde nel vuoto. Del resto, quando la WildStorm Productions venne acquisita dalla DC nel 1998, Jim Lee dovette volare a Northampton per spiegare la cosa a Moore ed evitare che l'acquisizione potesse significare la fine dell'etichetta ABC Comics creata insieme ad Alan Moore. Le cose andarono avanti con sopportazione reciproca tra Moore e la DC guidata da Paul Levitz fino all'anniversario del ventennale (ricordo la videointervista sui monitor dello stand alla San Diego Comicon), poi tutto andò in malora. Credo ebbe tutto inizio con la polemica seguita all'adattamento per il cinema di V For Vendetta, ma in ogni caso, la nuova direzione della DC non aveva intenzione di mantenere le cose così com'erano state per vent'anni. Specie dopo il passaggio a DC Enternaiment, con una maggiore influenza della Warner Bros nella gestione giornaliera del ramo editoriale.
Situazione complessa, quindi.
Non mi metterò a disquisire su quel gioiello che è League of Extraordinary Gentlemen e sull'uso/reinvenzione di personaggi classici (le diverse leggi sul diritto d'autore hanno impedito l'edizione italiana di un volume, vi basti questo) e su come questo sia paragonabile o meno a ciò che BW sarà per il lavoro di Moore e del sempre troppo poco nominato Gibbons. Perché non credo c'entri un accidente di niente. Né mi dilungherò a decantare i contratti rispettosi del diritto d'autore della Image Comics, che sono diversi proprio perché la stessa casa editrice nacque per volontà di un gruppo di autori decisi a non rinunciare alla proprietà delle loro creazioni --come ribadisce con passione l'editor in chief Eric Stephenson sul suo blog.
Chiunque ha gli strumenti e le informazioni, a volte fin troppe e spesso molto parziali, ma tant'è, per decidere cosa vuole pensare di BW. Conosco personalmente alcuni degli autori coinvolti e so che daranno il meglio perché sanno bene cosa stanno facendo e con chi e cosa dovranno confrontarsi. Adesso che BW è una realtà, voglio vedere di cosa sono capaci e voglio che si mettano alla prova come mai prima d'ora. E posso essere d'accordo con chi offre una prospettiva non opposta ma diversa sulla cosa, come Leah Moore che chiedeva "Ma perché non investire su qualche talento nuovo e provare a trovare il prossimo Watchmen?"
E allora?
E allora forse era una cosa da non fare, ma verrà fatta. E conoscendo la fama, il curriculum e in qualche caso le personalità di autori come Lee Bermejo, credo verrà fatta al meglio delle loro possibilità.
Non mi aspetto niente di meno.
Perché Watchmen è un'opera narrativa superba, un perfetto meccanismo a orologeria costruito con passione meticolosa e in grado di raccontare una storia profonda e delineare personaggi sfaccettati e affascinanti.
Era ed è inimitabile.
Era l'inizio del 1989 quando venni a contatto con il lavoro di Moore e Gibbons per la prima volta. Conservo ancora da qualche parte, gli inserti stampati su carta (igienica?) di bassa qualità, che trovavo dentro alla rivista Corto Maltese, pubblicata da Rizzoli/Milanolibri. Recuperai subito un volume, rigorosamente in lingua originale, e poi, nei primi anni '90 tra Londra ed Edinburgo, tutti gli albi originali. Da allora leggo Watchmen almeno una volta all'anno, godendomi ogni volta le sensazioni che ancora riesce a darmi e stupendomi della tecnica e delle trovate narrative messe sulla pagina da Moore e Gibbons.
Mi si potrebbe definire un Watchnerd? Forse, in fondo il film mi è piaciuto (ma non ho mai comprato una sola action figure, il che forse mi squalifica) e conosco storia e personaggi come fossero roba mia.
Ma alla fine non lo sono. perché ormai appartengono a un immaginario comune a cui, di recente, ben poche creazioni hanno avuto accesso.
Quindi, se posso permettermi un suggerimento, aspettiamo al varco Darwyn Cooke e tutti gli altri, giudichiamo ciò che faranno senza fare sconti, ma senza preconcetti. In molto dicono "Non c'è niente che mi possa essere detto di più su Rorschach o sul Comico. Moore ha già detto tutto."
E forse sarà così. Ma forse potremmo trovare spunti interessanti in quello che altri autori cercheranno di raccontarci, con le loro sensibilità diverse da quella di Moore e in un altro momento storico, forse delicato quanto il 1985.
In tutto questo, Watchmen resterà un lavoro inimitabile, unico e  nel suo genere forse inarrivabile (visto? sono un Watchnerd...) e niente potrà mai cambiare questo dato di fatto.
Anni fa, Alan Moore rispose a una domanda sul perché continuasse a fare fumetti dicendo che il cinema aveva avuto Quarto Potere e la letteratura Guerra e Pace. Secondo il Mago di Northhampton, al fumetto mancava ancora la sua "opera definitiva".
Io ho sempre pensato che sbagliasse...

venerdì 27 gennaio 2012

[Diario] CATWOMAN digital comics


Pochi giorni fa, curiosando online, mi sono imbattuto sulla app della DC Comics per iPhone, iPad e iPod Touch (era stata annunciata anche una versione Android, ma non l'ho trovata). Scaricabile gratuitamente, l'applicazione permette di acquistare la versione digitale di una marea di albi della DC, dalle ultime novità ai grandi classici. Un catalogo davvero ricchissimo, in cui perdersi è facile.
Ed è stato mentre stavo curiosando negli elenchi di titoli che ho trovato la storia in due parti da me scritta anni or sono sui numeri #41 e #42 della serie CATWOMAN e mai pubblicati in Italia da Planeta/De Agostini. Non sapevo nemmeno fosse stata "digitalizzata", e devo dire che è stata una sorpresagradita. Era una storia dura e cattiva, con combattimenti tra uomini e cani con cui volli rendere o omaggio al libro Guerra agli Umani di Wu Ming 2 --a cui poi regalai le copie del fumetto. Il titolo era Of Cats and Dogs,  e il disegnatore era un allora meno noto (ma già parecchio bravo) Brad Walker --e QUI trovate alcuni suoi lavori.
Se qualcuno è curioso di leggere questa mia prima prova per l'editore di Batman & soci (correva l'anno 2005, per dio! il tempo volaal telefono...), data la reperibilità solitamente complessa degli arretrati americani, può scaricarli da qui.
Qualcuno potrebbe chiedersi perché etichetto questo post come [Diario]... be', il blog nemmeno esisteva quando i CATWOMAN miei e di Brad uscirono, quindi ho voluto distinguere la "notizia" dalle altre solo fumettistiche, e il [Diario] è dove annoto le cose che mi piace ricordare.
Poi meglio concentrarsi sulle cose nuove, presenti e future. C'è un DYLAN DOG da finire e altre cose ancora di cui riparleremo a breve, statene certi...

martedì 17 gennaio 2012

Iron Man 2 e non solo



Il buon Matteo Losso, che gestisce blog e pagina Facebook di Marvel Made in Italy ha anticipato ieri la pubblicazione di una mia intervista relativa all'edizione italiana della storia di IRON MAN di cui parlo nel post precedente. Lo ringrazio fin da ora e ovviamente pubblicherò il link quando sarà il momento.

Poi torno a dare un po' di attenzione a 99 GIORNI, segnalandovi le recensioni de LoSpazioBianco, Comicus e CBR. Non posso che ringraziare per le belle parole, nell'ordine, Gian Piero Travini, Francesco Tedeschi e Greg Burgas, unico recensore americano, per ora, a notare il refuso in quarta di copertina che attribuisce il nome "Davis" al protagonista del thriller realizzato da Kristian e me. Piccola curiosità: quello era il nome iniziale di Antoine, che divenne Boyd perché il reparto legale della DC non voleva problemi da un certo Antoine Davis, un tizio che fa il deejay a Los Angeles. Poi qualcuno in redazione fa un copiaIncolla sballato e voilà, nessuno se ne accorge per mesi.

Sui due siti di fumetto italici, anche il buon GANG BANG viene recensito da Ettore Gabrielli su LoSpazioBianco e di nuovo da Tedeschi su Comicus.

Oggi poi proverò a "spezzare la continuità" puramente informativa, che mi manca il [Diario] e ho voglia di scrivere qualcosa di quel genere. E magari sorridere un po'.
A dopo, insomma.

lunedì 19 dicembre 2011

Batman Europa e le voci di corridoio


Ci sono cose che succedono con tempismi davvero strani, alle volte.
Sabato pomeriggio, il "sistema d'allarme" di Google Alert mi segnala QUESTA cosa, chiaramente ripresa (ed elaborata abbastanza liberamente) da QUESTA notizia, della quale mi ha invece scritto il buon Alfredo Goffredi, di Comicus.
Mi pare quindi giusto fare un po' di chiarezza.
La miniserie BATMAN EUROPA venne ufficialmente annunciata dalla DC Comics, con tanto di copertina di Previews che vedete qui sopra, poco più di un anno fa --non posso linkare un mio precedente post perché all'epoca questo blog era in "letargo".
Scritta dal me e Brian Azzarello e disegnata/dipinta da Jim Lee, Giuseppe Cammo Camuncoli, Diego Latorre e un quarto artista al momento da confermare (Jock non riuscì a far coincidere i suoi impegni, nonostante venisse dato come autore del quarto e conclusivo numero), la prima uscita era prevista per gennaio 2011. Ma oggi sappiamo tutti che Jim Lee, che ne è l'autore ed è comunque a buon punto di questa lunga lavorazione, è stato parecchio impegnato (eufemismo) con il gigantesco rilancio della DC oggi noto come New 52. Il che ha obbligato il nostro BATMAN EUROPA a dover prendere di nuovo posto in panchina. Si resta in "serie A", se mi passate l'odiosa metafora calcistica, ma dobbiamo aspettare per poter scendere in campo.
Il tempismo di cui parlavo ad inizio post riguarda una telefonata, avvenuta nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 dicembre, con lo stesso Jim. Tra le altre cose, abbiamo parlato di EUROPA e discusso di alcune tempistiche specifiche, che rivedremo nel dettaglio.
Guardando i due articoli che ho linkato possiamo quindi dire, con un certo margine di sicurezza, che gli amici di Mangaforever hanno aggiunto di loro pugno una valutazione piuttosto drastica alle informazioni probabilmente tratte dall'articolo apparso su Bleeding Cool il giorno prima. Espressioni come "abortito" e "accantonato" relative al progetto BATMAN EUROPA mi paiono un po' eccessive.
Lo stesso Goffredi ha avuto modo di specificarlo nel suo articolo su Comicus.
E lo dico da parte in causa, quindi tutto sommato informata sullo stato delle cose.

Poi ci sono altre cose di cui parlare, dopo questa pausa che mi sono preso (ehi... un po' di vacanza mi ci voleva!), quindi tornerò presto da queste parti.
Cheers!

venerdì 11 novembre 2011

Cowboys a Cesena



Fra la via Emilia e il West è il titolo dell'incontro che Lee Bermejo e io terremo domani pomeriggio, (come anticipavo QUI) a Cesena Comics & Stories.
Il tema, come si può facilmente intuire dal titolo "gucciniano", è quello del rapporto particolare che certi autori italiani hanno con il paese a StelleEstrisce e viceversa. La chiacchierata, che sarà moderata --o più facilmente animata-- da Gian Piero Travini, vedrà per la prima volta affiancati Lee e me, che siamo amici da tanti anni e mai abbiamo fatto una conferenza insieme durante una convention di fumetti.
Quella di domani non sarà però solo l'occasione per presentare 99 GIORNI e (in anteprima assoluta in Italia!) BATMAN: NOEL, il nuovissimo lavoro scritto e disegnato da Lee. Parleremo anche, e soprattutto, delle nostre peculiari storie professionali, di come le nostre strade si siano incrociate, di cosa voglia dire essere "stranieri in terra straniera" in due modi diversi eppure così simili --anche nel modo in cui camminiamo, involontariamente spavaldi, per la cittadina dove io sono nato e che Lee ha eletto come casa. Qualcuno, sorridendo, mi ha detto che quando passeggiamo insieme per Reggio, sembriamo due cowboy appena scesi da cavallo.
Uno è basso e ha l'aria fetente --l'italiano d'America.
L'altro è alto e bello --l'americano d'Italia.
Cowboys.

Portate quindi le vostre colt cariche e oliate al Caffè Zampanò, Corso Garibaldi 52, a Cesena.
Alle 16:00 di sabato 12 novembre daremo fuoco alle polveri...

martedì 25 ottobre 2011

Di NYC Comic Con e Prime Volte

La prima Comic Con di New York, quella del 2006, era piccina e tutta dedicata al fumetto. Gli organizzatori, forse poco convinti della sua riuscita, le avevano dedicato solo lo spazio di un seminterrato del gigantesco Jacob Javits Center. L'affluenza toccò comunque l'inaspettata cifra di 33.000 visitatori. Era la prima volta che andavo nella Grande Mela per una convention, dopo le diverse esperienze alla fiera "gemella" di San Diego a partire dalla fine degli anni '90, e un paio di visite a NYC di carattere non esclusivamente professionale.
Questa edizione, la sesta, ha contato 105.000 presenze. Sempre meno di Lucca, ma un incremento decisamente notevole.

Anche quest'anno ho partecipato e, come potete vedere dall'immagine di apertura, è stata per certi versi una prima volta tutta nuova anche per me. A stagliarsi contro la sagoma del Batman di Arkham City, il notevole videogame promosso in pompa magna alla DC Comics, è infatti lo stand-up con la copertina di 99 DAYS e il nome del sottoscritto.
A cosa serve questo oggetto? Semplice. Ci si sta seduti dietro quando si ha il turno di autografi & incontri con i lettori al tavolo dello stand dell'editore.
Cosa che mi ha fatto piacere, naturalmente.
Qui sotto mi vedete accanto al bravissimo Kristian Donaldson, che il nostro Vertigo Crime lo ha disegnato da dio, e che ho conosciuto per la prima volta proprio a New York.

Kris, oltre a essere un artista strepitoso, è un tipo simpatico col quale ho passato parecchio tempo a chiacchierare di idee future. Per la prima volta, appunto.
Poi, gli amici de LoSpazioBianco mi hanno chiesto di scrivere un piccolo report (assolutamente unofficial) della fiera, quindi avrò modo di parlare ancora della NYC Comic Con e ovviamente posterò il link anche qui su Breakfast.
E anche questa, in fondo, sarà una prima volta da "inside man".

martedì 13 settembre 2011

Firenze e non solo


Domani e mercoledì sarò a Firenzecity per le ultime lezioni con la Class of 2011 di Sceneggiatura della locale Scuola Internazionale di Comics. Saranno sei più sei ore di lezione toste, di revisione e discussione dettagliata degli elaborati finali dei sei studenti (la Posse, come l'ha ribattezzata il mio neo-collega Giovanni Barbieri).
Il tutto con l'aggiunta di un pranzo con un certo co-publisher di origine coreana e una serata con un po' di amici.
Insomma, sarà una tirata, ma di quelle buone.
Poi torno, vi racconto e magari vi aggiorno anche su quello che sto combinando ultimamente.
Se sopravvivo al caldo della palude fiorentina, (pare pioverà, ma senza rinunciare a suoi 31 gradi), ça va sans dire...

mercoledì 17 agosto 2011

mercoledì 21 luglio 2010

Lo Scrittore Sinistro e i Mesi Passati...


Aggiorno "finalmente" questo blog un po' malandato per segnalarvi un'intervista che i ragazzi de Lo Spazio Bianco, gran bel sito di critica e informazione che ha di recente subito un possente ed efficace restyling, mi hanno fatto.
Anche qui, come in ogni cosa, c'è una storia nascosta.
Questa intervista dal titolo (che adoro!) Uno Scrittore Sinistro ha richiesto, per tante e strane ragioni, TRE anni per essere completata.
Ettore Gabrielli è stato paziente e sempre interessantissimo a terminarla e mi ha offerto di essere uno dei primi articoli "in evidenza" del nuovo sito tenuto a battesimo una settimana fa.
Spero sia una lettura interessante... fatemi sapere.

I "mesi e mesi" del titolo invece si riferiscono alla mia assenza online, quantomeno sul blog.
Ci sono tante ragioni anche per questo, ma hanno a che fare con la mia sfera privata, che come sapete ho deciso di lasciare fuori dal mondo dei blogger.

Ma, per chi di voi ci tiene e/o è interessato, be', sappiate che sono al lavoro su cose decisamente diverse dal solito. E che vi terrò informati quanto prima possibile.
Cheers!

mercoledì 2 settembre 2009

Agitato E mescolato...



Che cos'è la Colazione dei Campioni?
Se lo chiedete a Kurt Vonnegut (e a me), vi risponderebbe "Martini bianco".
Io ci aggiungo ghiaccio e limone, perché sono un vizioso.
E da oggi è anche il nome di questo blog.
Benvenuti.

Mi è stato spesso chiesto perché non avessi un blog che parlasse dei miei lavori presenti, passati e futuri. La mia risposta, di solito, era "Be', perché non riuscirei mai a starci dietro...", ma adesso è venuto il momento di dimostrare che dicevo cazzate.
E sarà meglio fare le cose per bene.

Prima di tutto, due parole su di me, nel caso siate capitati qui per caso.
Mi chiamo Matteo Casali e da 12 anni 12 faccio lo sceneggiatore di fumetti (e non solo... ma di questo parleremo un'altra volta...). Ho fondato insieme a Giuseppe Camuncoli lo studio Innocent Victim e scritto per diversi editori italiani ed esteri e ho aperto insieme allo stesso Camuncoli, sua moglie Jessica e Grazia Lobaccaro la sede di Reggio Emilia della Scuola Internazionale di Comics,
Anche di questo parlerò più nel dettaglio nei prossimi aggiornamenti, giuro.

Ma oggi, con tutti che parlano di Paperino in costume da Uomo Ragno e robe simili, mi sono reso conto di aver lavorato per la Marvel per un giorno soltanto (andate in fondo alla pagina), e ho l'onore --e l'onere-- di essere il primo e unico scrittore italiano ad averlo fatto.
Roba da far tremare i polsi... se non fosse che mi era già capitato con la DC Comics a partire dal 2002/2003.
Ma anche questa è un'altra storia, e dato che la mia logorrea è cosa nota, non voglio stroncare il vostro livello di attenzione al primo post di questo blog.
Prometto di postare quanto più spesso possibile e spero avrò modo di renderlo interessante per chi mi farà visita.
Quindi... stay tuned!