martedì 19 febbraio 2013

[Anteprima] GRENDEL: bianco, nero & rosso (sangue)




Alle volte capita.
Senza sapere esattamente come, ci si ritrova in luoghi che conosciamo già, che conoscevamo tanto tempo fa. E quando ci mettiamo comodi, tutto ridiventa familiare, ed è piacevole, un po’ come quando si torna a casa dopo essere stati via a lungo.
Strano a dirsi, ma è l’effetto che mi ha fatto riprendere in mano un fumetto di GRENDEL.
Ma andiamo con ordine.
Perché magari non tutti conoscono il personaggio creato quasi trent’anni fa da Matt Wagner per la vecchia (e da tempo defunta) casa editrice Comico e vale la pena fare un po’ di storia. Wagner, allora ventenne, ideò uno dei primi antieroi del fumetto americano. E con antieroe non intendo un affascinante tenebroso dal passato oscuro, ma un vero figlio di puttana sanguinario. Un assassino che doveva la sua esistenza alla curiosità del suo autore che si ispirò, tra le altre cose, al Diabolik nostrano. Wagner scrisse e disegnò interamente i primi capitoli di quella che era destinata a diventare una saga incredibile e dalla vita editoriale complessa e affascinante. E lo fece usando uno stile di disegno con il quale, per sua stessa ammissione, cercava di rifarsi ai manga giapponesi (che all’epoca erano roba rara e strana, negli Stati Uniti) ma non era “abbastanza bravo” (parole sue, più o meno) e non fu molto soddisfatto del risultato.
Sulfureo
Tanto che qualche anno dopo, riprese il personaggio di Hunter Rose e del suo letale alter ego mascherato, rinnegando le storie originali, che da allora nessuno ha mai più visto, e ripartendo con un racconto che gettava le basi per il salto di qualità e il passaggio a serie regolare che valsero diverse nomination agli Eisner Awards.
Poi fu la volta del passaggio alla Dark Horse, dove videro la luce una serie di storie scritte da Wagner e altri sceneggiatori, gente del calibro di Steven T. Seagle e Darko Macan, e disegnate da un numero incredibile di artisti straordinari: da Tim Sale al mai troppo compianto Edvin Biukovic, da Duncan Fegredo a Jill Thompson e Ashley Wood.
Negli anni, il personaggio di GRENDEL si è evoluto sempre, divenendo un concetto, un sanguinario avatar capace di trascendere spazio e tempo ed essere il protagonista di storie di ambientazione fantascientifica o contemporanea, senza mai venire meno alla sua natura sanguinaria e guerriera.

La storia di GRENDEL è disseminata di ristampe, rifacimenti e revisioni dell’autore che ha visto crescere il suo personaggio insieme alle sue capacità, già straordinarie fin dal’inizio, di narratore. Wagner è un autore completo di rara efficacia. Il suo segno, rivisto oggi, sembra anticipare quello di Eduardo Risso e rimane moderno nella sua linea chiara, nell’amore per il liberty e l’art deco con cui compone pagine dove la china sembra scorrere con una morbidezza che il rosso sangue spezza ed esalta allo stesso tempo. Sono tante le double spread che portano spesso l’occhio del lettore a scorrere orizzontalmente lungo le lame gemelle dell’arma di GRENDEL, ma non si ha mai la sensazione che siano troppe. Uno storytelling efficace ancora oggi regge una storia che sa affascinare anche dopo tanti anni dalla sua stesura, pieno com’è di spunti visivi capaci, alle volte, di stupire. Come in una incredibile anticipazione che tanto ricorda una scena di Kill Bill 1: nel leggerla non ho potuto fare a meno di pensare che Quentin Tarantino l’avesse presa come ispirazione per girare la scena di O-Ren Ishii al tavolo dei capi Yakuza.

Provate a dire il contrario...

Sì, perché finalmente GRENDEL avrà un’edizione completa anche in Italia. Partendo dall’ottima Omnibus Collection di Dark Horse, Panini Comics inizia a pubblicare la saga di Matt Wagner dando alle stampe i due volumi GRENDEL 0 - Il Diavolo nelle Azioni e GRENDEL 1 - Ecco il Diavolo, disponibili a partire dal 21 febbraio e che ho avuto il piacere e il modo di (ri)leggere in [Anteprima] grazie alla copia che l’editore mi ha fatto avere.
(e che mi permette di lanciare una piccola, nuova rubrica, cosa che non mi dispiace affatto)
I volumi previsti per completare l’edizione nostrana sono dieci ed usciranno a intervalli regolari di 3/4 mesi. Siete avvisati.


Non posso che consigliarne l’acquisto, gente. Sono abbastanza attempato da poter vantare un passato da lettore di GRENDEL e la competenza sufficiente per affermare che vale assolutamente l’acquisto. E vi lascio con un breve aneddoto grendeliano.
Il luogo: una delle mie prima Lucca Comics.
Il tempo: forse il 1993, o giù di lì.
Lo stand: chisseloricordapiùormai.
L’oggetto: una maschera di GRENDEL, che sono pure abbastanza sicuro di aver comprato e non so più che fine abbia fatto.
C’ero già dentro a piedi pari, qualcuno potrebbe dire, ma vi garantisco che allora, come oggi, era il personaggio di Matt Wagner ad affascinarmi.
Credo capiterà anche a voi.
Di essere affascinati. Il resto mi sa di no.

(Un ringraziamento speciale ad Antonio Solinas, amico, esperto di fumetti e grande conoscitore della saga Grendeliana che, insieme a Nicola Peruzzi, ne cura l’edizione italiana.)

lunedì 14 gennaio 2013

[Diario] In morte di Gordon Lee

Chi era il signor Gordon Lee?
Non l'ho mai conosciuto personalmente, ma ho seguito il suo caso fin dall'inizio e ho contribuito a finanziare, nel mio piccolo, il Comic Book Legal Defense Fund per aiutarlo a difendersi in un processo che ha sempre avuto una sfumatura di assurdo e che è l'esempio perfetto di cosa non vada nel grande (geograficamente parlando) paese che ci ha regalato tanti bei momenti con i suoi giornaletti pieni di strani tizi in calzamaglia.
Gordon Lee quei giornaletti li vendeva nel suo Legends Comics, negozio di fumetti di Rome, Georgia. Li ha venduti per tanti anni, con passione e amore per il medium fumetto, in ogni sua forma. E quei giornaletti sono stati anche il problema più grosso della sua vita.
Nel 1994, le autorità lo accusarono di "distribuzione di materiale osceno" per aver venduto copie di due fumetti porno di cui non avevo mai nemmeno sentito parlare, Final Tabu e un altro dalla godereccia allitterazione nel titolo Debbie Does Dallas a due lettori adulti. Accusa che finì con la sospensione della sentenza e il pagamento di un'ammenda di 250 dollari.
Una cazzata, insomma.
ma di quelle che, in America, possono rovinarti la vita. Perché le grandi masse belanti di ottusi benpensanti casa-e-chiesa fanno sempre un putiferio ogni volta che si presenta una situazione del genere. E i procuratori distrettuali, che negli States sono eletti dallo stesso popolo bove (o peggio, nominati dal governatore), vanno a caccia di casi come quello di Gordon Lee per alimentare la loro visibilità "politica".
dev'essere successo qualcosa di simile nel 2004, quando a un minore venne regalato per errore, durante i Free Comic Book Day una copia di Alternative Comics #2, che conteneva un estratto della graphic novel di Nick Bertozzi The Salon, dove si trovava una vignetta (una vignetta!) che ritraeva un Pablo Picasso nudo, sebbene in una situazione non sessuale. I genitori del bambino, sicuramente due illuminati, fecero un esposto e, nonostante Gordon ammise l'errore e si offrì di fare pubblica ammenda, venne arrestato con l'accusa di aver passato materiale pornografico a un minore e altre cinque accuse per la quale non vi erano vittime indicate. Il CBLDF accorse in suo aiuto per sostenere le assurde spese legali a cui il negoziante doveva fare fronte e contestare la legge dello stato della Georgia.
Il tutto finì con la caduta delle accuse tra il novembre del 2007 e l'aprile del 2008, ma Gordon dovette fare fronte per anni alla follia quasi inquisitoria e disgustosamente (falsamente/opportunisticamente?) moralista delle autorità. Senza l'aiuto del CBLDF, Gordon non sarebbe stato in grado di difendersi e di tenere fede alla sua convinzione di essere innocente e di non dover permettere che il suo caso stabilisse un precedente pericoloso per la libertà di altri. Se avesse ammesso le sue colpe, si sarebbe risparmiato la merda che la becera opinione pubblica locale e di qualche scemunito del comicdom americano gli scaricarono addosso. Ma Gordon tenne duro, e alla fine dimostrò di avere ragione.
Vi dico tutto questo perché attraverso alcuni amici americani ho asputo che Gordon Lee non è più tra noi. Si è spento a soli 54 anni in seguito alle complicazioni dovute a diversi problemi cardiaci.
Ma la cosa che mi ha fato più male, la cosa più triste, è stato leggere che è stato costretto a (s)vendere tutto il materiale contenuto nel suo negozio, fumetti e qualsiasi altra cosa, per potersi permettere di pagare le spese per il proprio funerale.
E secondo me, Gordon Lee una cosa così non se la meritava.

sabato 29 dicembre 2012

[Diario] Se questa è la fine

Rubo prepotentemente il titolo di questo post all'ultimo numero di MYTICO!, il trentottesimo (trentottesimo, per dio!), in edicola da ieri e di cui vedete qui accanto la copertina del solito e bravissimo Paolo Martinello.
Lo faccio perché, arrivati alla fine di questo 2012, è tempo di bilanci e di buoni propositi per l'anno che verrà. Ma è anche, finalmente, la scusa per tornare qui su Breakfast e scrivere come non riuscivo a fare da settimane. Un chiaro, ultimo sintomo di quello che è stato l'andazzo negli scorsi mesi.

La prima cosa che dirò, con somma sorpresa di chi mi conosce meglio, è che sono tutto sommato soddisfatto dell'anno che tra breve ci lasceremo tutti alle spalle.
Perché l'ho cominciato scrivendo le sceneggiature per una breve serie di cartoni animati (ve lo ricordate GOODHERO?), per poi gettarmi a capofitto nella lavorazione di MYTICO!, realizzando sette episodi della serie e avendo la fortuna di lavorare con artisti giovani (alcuni un po' meno) che hanno reso al meglio le versioni del mito che mi ero messo in testa di raccontare.
Non mi stancherò mai di rilevare l'importanza che la produzione di RCS ha significato per il mercato italiano. Mi aspetto di vedere i frutti del lavoro che la squadra di MYTICO ha realizzato, seminando il terreno per (spero) future proposte editoriali rivolte a un pubblico, quello più giovane, che deve essere recuperato al fumetto. Credo si possa dire che ci siamo riusciti, cercando di fare del nostro meglio.
E spero che la squadra possa ricomporsi --e magari allargarsi-- in una nuova esperienza. Presto.

Se voglio evitare di commuovermi, che lo sanno tutti che sono un cuore tenero sotto l'apparente scorza da sbirro cattivo, dobbiamo andare avanti con il bilancio di fine anno.
Che mi ha portato due premi due, uno più inatteso dell'altro, entrambi grazie a 99 GIORNI. Del secondo, il superbo Boscar vinto a Treviso come Miglior Sceneggiatore, ho già parlato, mentre del primo --incredibilmente-- mai. Avevo solo accennato alla candidatura allo Spinetingler Award che 99 DAYS si era guadagnato l'inverno scorso, ma non avevo mai detto, qui sul blog, che io e Kris Donaldson alla fine lo abbiamo vinto. Era la prima volta che vincevo un premio internazionale, che alla fine ho scoperto essere piuttosto importante quando ho visto che diversi scrittori, nella loro pagina di Wikipedia, citavano con una certa enfasi la candidatura allo Spinetingler Award.
Grande soddisfazione, quindi? Be', sì, checcazzo.

Sul finire dell'anno mi sono anche concesso di tornare, per gli amici di saldaPress, a tradurre un fumetto, che vedrete nel 2013, divertendomi un sacco con il Thief Of Thieves di Robert Kirkman (basterà dire The Walking Dead e ho detto tutto) e Shawn Martinbrough. Poi mi sono messo/rimesso a lavorare su due progetti a cui tengo molto, uno nuovo e uno... meno, ho posto le basi per completare lavori in sospeso e per tutto quello che succederà in un 2013 che mi auguro sia impegnativo come si prospetta.


Poi, ovviamente, ci sono state le (tante!) lezioni alle Scuole Internazionali di Comics, che mi danno sempre modo di crescere e imparare dai miei stessi allievi --anche se alle volte lasciano senza fiato-- le tante fiere a cui ho preso parte e le persone con cui ho avuto a che fare, per lavoro o nella vita di tutti i giorni, che hanno reso questa annata di volta in volta piacevole, difficile, eccitante, sconvolgente.
Roba da trottole, insomma...

E nel 2013, allora? Be', se questa è la fine, nel 2013 si torna.
Più determinati che mai.

mercoledì 21 novembre 2012

[Diario] Liquida

Non è importante, ma non ha potuto fare a meno di notarlo. E tutto per caso. Per colpa di un bar chiuso che obbliga un caffeinomane abitudinario a fare cinquanta metri in più, fino alla pasticceria all'angolo. E nel tempo necessario a consumare la sua dose pomeridiana, il suddetto caffeinomane nota diverse cose.
Come i tatuaggi inconsueti per una barista, forse sui trentacinque, dall'aria serissima e professionale. Design tribali, di quelli non esattamente rassicuranti, geometrie che spariscono sotto le maniche a tre quarti, una scritta sul polso che il caffeinomane non fa in tempo a leggere. E poi un bracciale nero, a metà avambraccio, decorato con tanti piccoli teschi. Non calaveras messicane. Teschi. Ma niente di tutto questo è quello che dà un senso a queste poche righe.
I suoi movimenti.
Fluidi.
Esagerati.
Teatrali.
Scivola sul pavimento agitando le braccia come tentacoli gentili. Per disporre piatti, tazze, cucchiai, passando dal bancone alla macchina del caffè e ritorno, veloce e aggraziata.
Ipnotica.
Liquida, appunto.

sabato 17 novembre 2012

[Da Non Perdere] Cesena Comics & Stories 4 e Scriba 1


Weekend davvero interessante, questo, per gli appassionati di fumetti e di scrittura a tutto campo.
A Cesena si tiene la quarta, ricchissima edizione di Cesena Comics & Stories, iniziata già da una settimana e che arriva al clou con gli ospiti di questo fine settimana. Nomi già ben noti agli appassionati che sapranno sicuramente animare la cittadina romagnola come si deve. Leo Ortolani, Giuseppe Camuncoli (il Cammo, proprio lui) e Alessandro Vitti sono solo tre dei tanti ospiti del festival --Tuono Pettinato è una garanzia, e quest'anno guadagna una lunghezza sul sottoscritto, che non ci sarà, arrivando a un totale di quattro edizioni su quattro.
Come sempre, l'attenzione di CCS è puntata su quel "invito alla lettura" che da sempre caratterizza la passione con cui Barbablù, l'associazione che la organizza e gestisce, agisce sul territorio con laboratori per bambini e ragazzi. Un ospite come Giusi Quarenghi, che se non conoscete vi consiglio di leggere, specie se avete dei figli, ne è la prova vivente.
Io, come già ho detto, quest'anno non ci sarò, ma faccio il mio miglior in bocca al lupo ai ragazzi e sono convinto che andrà benissimo.
Ah, se state pensando di fare un salto, magari vale la pena sapere che CCS4 è un festival ad accesso gratuito al 99% degli eventi. Cosa rara.

Ma di scrittura (e di lettura) si parlerà anche a Bologna. Ieri è iniziato, infatti il festival Scriba. dedicato ai tanti modi dello scrivere e organizzata con la partecipazione della Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli. Il programma di questa edizione è davvero interessante e la conferenza di ieri mattina, a cui ho preso parte come docente di sceneggiatura, vedeva presenti quasi tutte le scuole di scrittura (creativa, multimediale, eccetera) presenti sul territorio. Un elenco? Eccolo: Scuola Internazionale di Comics (di Reggio Emilia, nel nostro caso), Scuola Holden, Luiss Writing School, Scuola d'Arte Cinematografica Gian Maria Volontè, Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Scuola di Fumetto Online e Scuola di Scrittura Omero (la prima mai aperta in Italia). Una bella occasione di confronto per chi si occupa di formazione di questo tipo e un vero piacere dal punto di vista umano --nuovi incontri e un'ospitalità davvero inconsueta. Il festival ha poi preso il via nel pomeriggio, con una serie di incontri che occuperanno tutto il weekend nel centro di Bologna.
Di sicuro un evento da tenere d'occhio e destinato a crescere.

venerdì 16 novembre 2012

[Da Non Perdere] La fine di un viaggio (per qualcuno, almeno)


Eccola qui.
È la copertina di MYTICO! 32, che trovate oggi in edicola. Ed è anche la fine del mio personale viaggio in qualità di membro della strana "ciurma" che sta portando verso la meta questa sorprendente trireme carica di storie e riletture dei miti classici.
Come forse saprete già in tanti, il trentottesimo numero della serie sarà l'ultimo di questa prima, straordinaria stagione di MYTICO! a cui, come si diceva durante l'affollata conferenza a Lucca Comics, si spera che RCS voglia dare un seguito. Una delle ragioni, tra le più importanti per il sottoscritto, è quella di non disperdere una gruppo di lavoro che ha funzionato alla grande e con il quale sarei contento di ritrovarmi a lavorare.
Per una volta, lasciatemi ringraziare coloro che si sono sempre dati da fare dietro le quinte, quelli che hanno fatto sì che la micidiale frequenza settimanale non venisse mai mancata e che la qualità della serie fosse garantita, gli stessi i cui nomi alle volte sfuggono all'attenzione del lettore. Persone come Monica Manzoni, il cui contributo come editor è stato vitale per tutti noi (per non parlare della sua pazienza), Marco Schiavone che ha coordinato il lavoro fin dall'inizio, insieme a Fabio Licari, che non ha bisogno di presentazioni, credo, e Francesco Grizzaffi, i nostri "agenti" in RCS. Un quartetto davvero notevole, che ha voluto questo progetto e con passione lo ha reso una realtà e il successo di vendite e di pubblico che fanno di MYTICO! un evento editoriale significativo, forse il più importante di questo 2012 --e qui lancio una sfida a chi di solito si occupa di fare queste valutazioni critiche.*

Della storia di questa settimana vi dirò solo che ci troverete Ulisse come protagonista (personaggio al quale sono particolarmente affezionato, ma per ora non diremo altro) e Moreno Dinisio ai disegni, bravo come aveva già dimostrato di esserlo in occasione della nostra prima collaborazione.
Spero vi divertirete con questo (mio) ultimo giro di giostra e che resterete a bordo per scoprire un segreto che ha fatto da subplot a tutta la serie e sul quale avrete indizi importanti anche in questo numero --che, ammettiamolo, ha un titolo che spacca, merito di un suggerimento del sempresulpezzo Giuseppe Cammo Camuncoli.
Buona lettura!

(*e in effetti ho qualche idea riguardo a cosa fare e come potrebbe essere fatto.)

mercoledì 14 novembre 2012

Da Lucca all'Antro Atomico


Magari è un po' diverso dal ben noto personaggio che ne ha ispirato il nome, ma vi garantisco che il Dottor Manhattan è una vera bomba. Ci siamo conosciuti qualche mese fa a Mantova Comics e finalmente rivisti alla scorsa Lucca, ed è stato un vero piacere. Abbiamo parlato parecchio, di tanta roba che nemmeno noi sappiamo bene, ma iniziate a temere il giorno in cui lo capiremo davvero.
Conoscendo la sua passione per il bresslinz, gli ho procurato una copia di QUEBRADA che pare abbia gradito tanto da venir nominata, in ottima compagnia, sul suo celebre blog.
Sono nell'Antro Atomico, insomma. Ed è un vero onore.

Per il resto, Lucca è andata bene ed è stata piacevole. Alla soddisfazione di rivedere amici e colleghi, si è aggiunta la scoperta (per la prima volta a contatto con il pubblico) di quanto MYTICO! abbia saputo conquistare un pubblico di giovanissimi ma anche di lettori più navigati.
Poi ci sono stati incontri professionali i cui risultati spero potremo vedere presto, ma di questo parleremo a tempo debito.
Intanto mi preparo all'ultima mia uscita mytica...

giovedì 1 novembre 2012

Facciamo 30… (last minute news per Lucca 2012)



Questo è un pezzo che avrei dovuto scrivere ieri, perché da oggi saranno probabilmente sempre meno quelli che avranno modo di leggerlo. Perché, come me, andranno un po’ tutti a Lucca.
Speriamo che la pioggia non rovini anche quest’anno la convention più incasinata, rumorosa e trafficata del Belpaese. Come si diceva già QUI, sarò reperibile allo stand Edizioni BD in qualità di autore di MYTICO!
Che proprio venerdì esce con il suo trentesimo numero, signori. E lasciatemelo dire, è un vero piacere tenere a battesimo un simile anniversario per questa produzione RCS che ha sorpreso molti operatori del settore (me incluso) per il successo che ha avuto. Sono tanti i lettori, per lo più giovani ma non solo, che si sono appassionati ai miti greci raccontati omaggiando i maestri del fumetto supereroistico della Silver Age.
Questo numero, che ho scritto per i disegni del bravissimo Nicolò Assirelli, tratta di una storia piuttosto oscura, basata sulla tragedia omerica degli Epigoni, andata purtroppo perduta per sempre e su quella che ne è il prequel dal titolo che fa tanto, tanto western (che come molti sanno, è un mio debole da sempre), cosa che si avverte in modo deciso già dall'affollata copertina realizzata, come sempre, dall'ottimo Paolo Martinello.
Lo troverete in edicola ma non, purtroppo, allo stand E227 (Padiglione Napoleone) a Lucca Comics, dove troverete però il sottoscritto, pronto a stappare comunque lo spumante per “festeggiare” il trentesimo compleanno di MYTICO!

martedì 30 ottobre 2012

Un tranquillo weekend di paura


Quando vidi Deliverance per la prima volta, in tivvù, ero un ragazzino. E fu un'esperienza sconvolgente. All'epoca (tanti anni fa, gente), le televisioni nazionali erano soliti passare film seri, per non dire con i controcoglioni, invece delle penose fiction odierne. Quella sera, a casa da solo con salotto tutto mio, patatine e Fanta, mi misi a guardare un film dal titolo accattivante che suonava anche un po' horror. Ma Un Tranquillo Weekend di Paura era ben altro. E agli occhi di un dodicenne appassionato di tutto ciò che poteva essere soprannaturale, una violenza così realistica apparve come una terribile rivelazione. Le sparatorie dei tanti western che avevo fin lì amato non potevano nulla contro l'arco e le frecce di Burt Reynolds, che in questo film trasuda machismo anni '70 anche senza il suo baffo trademark. Per non parlare del resto... ma non rovinerò la visione a chi tra voi ancora ha questa grave mancanza. Vi basti l'assaggio qui sotto per capire che le cose, per i quattro cittadini in gita lungo il fiume, si metteranno presto male, e i (famosissimi!) Banjo Duellanti ne sono il sinistro presagio.
Be', io stasera Deliverance l'ho rivisto, al cinema sotto casa, grazie all'unica pellicola italiana ancora esistente --l'effetto Lomo della pellicola arrossata era a suo modo fantastico. Era un'occasione che non potevo lasciarmi sfuggire, visto che avevo pochi mesi quando uscì nelle sale, ed è lì che mi piacere vederli, i film. Che ci volete fare, sono della vecchia (vecchia-vecchia?) scuola.

E un tranquillo weekend di paura attende un po' tutti noi appassionati e professionisti del fumetto all'imminente Lucca Comics & Games. Quest'anno sarò in giro tutti e quattro i giorni in una fiera che sarà, al solito, affollatissima --quest'anno anche di ospiti ammerigani, ma non ripeterò qui cose che già sapete di certo. Chi di voi volesse trovarmi (per firme, chiacchiere o debiti insoluti) mi troverà ad orari imprecisati alla "Area MYTICO" dello stand Edizioni BD (Stand E227, padiglione di Piazza Napoleone) dove potrete trovare tutti i numeri usciti finora, nel caso ve ne foste persi qualcuno. Poi venerdì esce il trentesimo numero della serie, con il quale ho qualcosa a che fare, ma di quello parliamo domani.

venerdì 5 ottobre 2012

Sisifo e Thanatos sulla cover di MYTICO! 26

Un'altra bella illustrazione di Paolo Martinello fa da copertina all'ultima (ma non ultima) fatica "mytica" del sottoscritto, in edicola da oggi. Paolo ha realizzato tutte le copertine della serie, impresa non da poco, confrontandosi con i diversi soggetti in modo sempre diverso. E io devo ringraziarlo perché le cover realizzate per i miei numeri le ho sempre trovate particolarmente belle, come questa.
(quella di Dedalo e Icaro resta la mia preferita)
Ai disegni ritroviamo Mario Del Pennino, con il quale avevo già lavorato, che si è visibilmente divertito con la versione di questo mito che abbiamo reso. La sua resa del Thanatos da me descritto, che affianca il povero Sisifo anche sulla cover, è davvero notevole. Anche se nel mito, in realtà, fa un po' la figura del fesso.

Vi lascio con un piccolo quiz su questo numero...
Quale artificio narrativo ho usato per rendere la storia del "signore dell'inganno"?
La risposta è semplice ma non ovvia.
Un nonpremio a chi indovina.