sabato 31 dicembre 2011

[Diario] Dorando Pietri


Non vi annoierò con la sua curiosa biografia, abuso del suo nome come titolo perché siamo sulla linea del traguardo di un altro anno, e spenderò due (davvero due) parole per trarre un bilancio assolutamente sommario. Ma state certi che non ho nessuna intenzione di fare la fine del povero Dorando.
Quello che tra poco sarà finito è stato sicuramente un anno difficile ma significativo.
Progetti che hanno visto la luce, altri che sono partiti, battute d'arresto, soddisfazioni e piccole sconfitte. E poi la vita, quella "vera", al di fuori del lavoro, sempre complessa e alle volte da spingere alle bestemmia, ma anche piena di novità e di cose belle che hanno reso speciale il tempo passato.
Anno di cambiamenti, insomma, che finisce e mi vede pronto a ributtarmi nella mischia ancora una volta, per un 2012 che sarà di sicuro impegnativo e, speriamo, più eccitante ancora.
Con questo pseudo-inutile post voglio fare gli auguri a tutti voi che avete seguito Breakfast in questi mesi, da quando a luglio è "risorto" dopo un anno di inattività.
È stata una cosa nuova, per me, condividere come ho fatto le cose che avete letto qui e anche se so di essere lontano dalla qualità e dal "traino" che altri blog hanno, ho intenzione di impegnarmi e divertirmi (se no tanto vale smettere) per fare di meglio.
Ci vediamo l'anno prossimo.
Intanto spaccatevi e fate festa, che ce lo meritiamo.
Cheers!

mercoledì 28 dicembre 2011

GANG BANG


Qualcosa mi dice che il titolo di oggi potrebbe far schizzare le visite di questo blog alle stelle, anche se non tutti i visitatori potrebbero trovare esattamente ciò che stavano cercando.
Perché in effetti vi parlo di un fumetto.
Uscito in occasione del quarantennale de Il Manifesto, GANG BANG è una raccolta di racconti brevi (quasi tutti... ma di questo parliamo dopo) realizzati da tanti autori già noti al "grande pubblico" e qualche esordiente. Andrea Voglino, che ha messo insieme la squadra e ha gestito il caotico accumulo di problemi, ritardi, cazzate, risate e stress che le antologie procurano sempre, aveva dato massima libertà sulla scelta del tema da trattare. L'unica clausola prevedeva che il soggetto avesse origine da un evento che Il Manifesto avesse coperto. Il prode Giuseppe Camuncoli e il sottoscritto abbiamo così dovuto scartare l'idea iniziale di parlare dei Martiri del Sette Luglio, una pagina di storia dolorosa della nostra città.
Poi chiamatelo campanilismo, se volete, ma non ci andava di fare una storia "lontana" e siamo rimasti in una Reggio Emilia vera e immaginata allo stesso tempo, dove la il disastro di Chernobyl è stato lo spunto (drammatico) per raccontare una storia diversa.
In parte forse anche autobiografica (per entrambi), ma che ci divertisse e potesse divertire nonostante l'argomento.
Paolo d'Antonio, che ha fatto da rifinitore sui layout di Cammo, impegnato  in quei giorni nello stare accanto alla moglie Jessica mentre metteva al mondo la sua splendida bimba, ha dato un contributo importante, anzi insostituibile. Paolo è giovane e molto promettente e devo dire che abbiamo visto lungo, arruolandolo per questo lavoro. Pochi mesi dopo, infatti, ha vinto il Lucca Project Contest, quindi tenetelo d'occhio, perché merita la vostra curiosità, presente e futura.
E credo sia proprio a causa del periodo emotivamente intenso in cui abbiamo completato la storia che la nostra Come Sansone è di 16 pagine invece delle dieci previste (e richieste e pagate, se è per quello). sia io che Cammo ricordavamo, per qualche misteriosa ragione, che la storia dovesse avere quella lunghezza, e così abbiamo proceduto. Consegnando al povero Voglino una piccola patata bollente che è però riuscito, insieme a Marco Schiavone di Edizioni BD che ha curato l'edizione del libro, a risolvere per nostra fortuna.

Ma GANG BANG è un'antologia, e sono tante le storie che meritano la vostra attenzione. L'elenco completo, in ordine rigorosamente casuale, comprende autori come Michele Petrucci, Diego Cajelli & Andrea Mutti, Tito Faraci & Walter Venturi, Sergio Ponchione, Roberto Recchioni, Luca Enoch, Stefano Casini, Mauro Cicaré, Angelo Ferracuti e Vincenzo Sirianni. Il tutto avvolto da una cover "omaggiosa" di Maurizio Rosenzweig (di lui vi parlerò presto per altre ragioni...).
Lo trovate in edicola (già dal 13 dicembre, accidenti!) insieme a Il Manifesto, e in libreria con una cover "variant" tutta rossa.
Accattatevelo.

lunedì 19 dicembre 2011

Batman Europa e le voci di corridoio


Ci sono cose che succedono con tempismi davvero strani, alle volte.
Sabato pomeriggio, il "sistema d'allarme" di Google Alert mi segnala QUESTA cosa, chiaramente ripresa (ed elaborata abbastanza liberamente) da QUESTA notizia, della quale mi ha invece scritto il buon Alfredo Goffredi, di Comicus.
Mi pare quindi giusto fare un po' di chiarezza.
La miniserie BATMAN EUROPA venne ufficialmente annunciata dalla DC Comics, con tanto di copertina di Previews che vedete qui sopra, poco più di un anno fa --non posso linkare un mio precedente post perché all'epoca questo blog era in "letargo".
Scritta dal me e Brian Azzarello e disegnata/dipinta da Jim Lee, Giuseppe Cammo Camuncoli, Diego Latorre e un quarto artista al momento da confermare (Jock non riuscì a far coincidere i suoi impegni, nonostante venisse dato come autore del quarto e conclusivo numero), la prima uscita era prevista per gennaio 2011. Ma oggi sappiamo tutti che Jim Lee, che ne è l'autore ed è comunque a buon punto di questa lunga lavorazione, è stato parecchio impegnato (eufemismo) con il gigantesco rilancio della DC oggi noto come New 52. Il che ha obbligato il nostro BATMAN EUROPA a dover prendere di nuovo posto in panchina. Si resta in "serie A", se mi passate l'odiosa metafora calcistica, ma dobbiamo aspettare per poter scendere in campo.
Il tempismo di cui parlavo ad inizio post riguarda una telefonata, avvenuta nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 dicembre, con lo stesso Jim. Tra le altre cose, abbiamo parlato di EUROPA e discusso di alcune tempistiche specifiche, che rivedremo nel dettaglio.
Guardando i due articoli che ho linkato possiamo quindi dire, con un certo margine di sicurezza, che gli amici di Mangaforever hanno aggiunto di loro pugno una valutazione piuttosto drastica alle informazioni probabilmente tratte dall'articolo apparso su Bleeding Cool il giorno prima. Espressioni come "abortito" e "accantonato" relative al progetto BATMAN EUROPA mi paiono un po' eccessive.
Lo stesso Goffredi ha avuto modo di specificarlo nel suo articolo su Comicus.
E lo dico da parte in causa, quindi tutto sommato informata sullo stato delle cose.

Poi ci sono altre cose di cui parlare, dopo questa pausa che mi sono preso (ehi... un po' di vacanza mi ci voleva!), quindi tornerò presto da queste parti.
Cheers!

martedì 29 novembre 2011

[Diario] Una discussione partita altrove


Conosco Francesco Ausonia Ciampi da tanti anni.
Ma proprio tanti.
Abbiamo iniziato a fare la nostra gavetta in Granata Press, su un progetto dal "nome in codice" Golem che ha fatto appena in tempo a partorire L'Altra Parte di Vanna Vinci e Progenie d'Inferno di Onofrio Catacchio & Andrea Accardi.
A pensarci bene, e lo diciamo spesso, è strano che in diciassette anni (!!!) non abbiamo mai lavorato insieme. Qualche progetto (roba da galera...) l'avevamo anche messo insieme, ma poi abbiamo seguito i nostri percorsi personali per poi ritrovarci colleghi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, in veste di docenti di diversi corsi.
Da allora, le pause pranzo con lui sono state sempre una piacevole occasione per parlare di tutto. Le nostre vite, il nostro lavoro, le vite e il lavoro degli altri.
Durante una cena piacevolissima a Lucca, poche settimane fa, Francesco diede voce alle sue perplessità su L'Ultimo Terrestre, il film di Gipi presentato quest'anno al festival di Venezia, e alle dichiarazioni successive in merito al suo allontanamento dal fumetto.
La discussione è stata interessante e l'amore di Francesco per le opere di Gipi era sincero e caratterizzava fortemente le sue opinioni, così come le sue perplessità sul fumetto di Giacomo Monti, quel Nessuno Mi Farà del Male, da cui il film ha preso spunto.
Personalmente non conosco il lavoro di Monti, ma ammetto di non essere stato attratto dal libro quando ho avuto occasione di sfogliarlo. E magari mi sono perso qualcosa.
Così come nulla sapevo del suo "sfogo" (e adesso me lo cerco) contro lo stato del fumetto e la sua scelta di allontanarsi da questo mondo (bislacco, certo), che ha creato lo spunto per QUESTO post di Francesco e la naturale discussione che ne è scaturita, che parla soprattutto del "bisogno di narrare" e di come ognuno di noi lo affronta.
E che devo dire?
Sarà che siamo amici da tanto proprio perché le nostre sensibilità, pur con le loro abissali differenze, si assomigliano parecchio. Ma posso solo dirmi d'accordo con quello che Francesco, con la sua solita passione, dichiara nel post.
E ammetto che questa discussione la seguirò con curiosità...

Aggiornamento volante: QUI trovate altre opinioni.

martedì 15 novembre 2011

Giuda ballerino, mi sa che tocca a me...


Da qualche tempo avevo pensato di parlarne qui su Breakfast, poi la morte improvvisa di Sergio Bonelli aveva allontanato il pensiero e avevo deciso di rimandare.

Ma ormai la notizia è uscita (QUI, QUI e anche QUI... le voci girano...) dopo che mi è stata simpaticamente "estorta" in occasione del piacevole incontro tenuto insieme a Lee Bermejo a Cesena Comics & Stories.

Quindi sì, scriverò DYLAN DOG.
Per essere precisi, scriverò una storia per un futuro Color Fest.
A qualcuno potrebbe sembrare strano, ma ho la sensazione di essere davanti a un nuovo "primo lavoro" e di dovermi guadagnare il rispetto e la fiducia di Giovanni Gualdoni, con il quale ho avuto fin dall'inizio (e così sarà fino alla consegna) il piacere di lavorare, e della redazione.
E ho tutta l'intenzione di fare del mio meglio.
Nonostante le cose fatte e le soddisfazioni che questo lavoro mi ha dato fin qui, l'idea di scrivere un personaggio così importante per la storia (non solo recente) del fumetto italiano è davvero stupefacente.

Quando nel settembre del 1986 comprai L'Alba dei Morti Viventi all'edicola della frazione in cui abitavo, restai colpito da quella che solo più tardi avrei capito essere la grande modernità di un personaggio come non se n'erano mai visti prima. A settembre di quest'anno, mentre parlavo al telefono con Giovanni del soggetto per la mia storia, non mi ero reso conto che si avvicinava il venticinquesimo anniversario. Da non credere.
La sola nota dolente è abbastanza ovvia.
Mi sarebbe piaciuto sentire l'opinione di Sergio sulla mia storia e dispiace pensare che non potrà leggerla.

È ovviamente troppo presto per parlare di disegnatori o date di uscita, ma vi terrò informati sul [WorkInProgress], nuova etichetta del blog che inauguriamo oggi.
E adesso via, che devo scrivere e basta, Giuda ballerino!

venerdì 11 novembre 2011

Cowboys a Cesena



Fra la via Emilia e il West è il titolo dell'incontro che Lee Bermejo e io terremo domani pomeriggio, (come anticipavo QUI) a Cesena Comics & Stories.
Il tema, come si può facilmente intuire dal titolo "gucciniano", è quello del rapporto particolare che certi autori italiani hanno con il paese a StelleEstrisce e viceversa. La chiacchierata, che sarà moderata --o più facilmente animata-- da Gian Piero Travini, vedrà per la prima volta affiancati Lee e me, che siamo amici da tanti anni e mai abbiamo fatto una conferenza insieme durante una convention di fumetti.
Quella di domani non sarà però solo l'occasione per presentare 99 GIORNI e (in anteprima assoluta in Italia!) BATMAN: NOEL, il nuovissimo lavoro scritto e disegnato da Lee. Parleremo anche, e soprattutto, delle nostre peculiari storie professionali, di come le nostre strade si siano incrociate, di cosa voglia dire essere "stranieri in terra straniera" in due modi diversi eppure così simili --anche nel modo in cui camminiamo, involontariamente spavaldi, per la cittadina dove io sono nato e che Lee ha eletto come casa. Qualcuno, sorridendo, mi ha detto che quando passeggiamo insieme per Reggio, sembriamo due cowboy appena scesi da cavallo.
Uno è basso e ha l'aria fetente --l'italiano d'America.
L'altro è alto e bello --l'americano d'Italia.
Cowboys.

Portate quindi le vostre colt cariche e oliate al Caffè Zampanò, Corso Garibaldi 52, a Cesena.
Alle 16:00 di sabato 12 novembre daremo fuoco alle polveri...

[Da Non Perdere] Cesena Comics & Stories


Sabato sarò a Cesena per partecipare alla terza edizione di una fiera del fumetto (e non solo) decisamente fuori dagli schemi.
Nata due anni fa grazie all'impegno di Elisa Rocchi, Michela Degli Angeli e dell'Associazione culturale Barbablu, Cesena Comics & Stories (o CC&S, per gli amici) ha movimentato la scena locale degli appassionari ma ha fatto, in questi anni, molto di più.
Grazie alla speciale attenzione che Barbablu dedica sempre al lavoro con bambini e ragazzi (tenendo corsi tutto l'anno a tema fumetto) e alla formula dll'invito alla lettura, ogni anno cresce l'attività di sensibilizzazione e formazione di insegnati di elementari e medie, con seminari gratuiti tenuti da professionisti del settore come Denis Medri e Gianni Barbieri.
In effetti, il termine gratuito è la chiave dell'unicità di CC&S.
Tutti gli incontri e i caffè letterari con gli autori, così come le mostre e i seminari, sono gratuiti e resi possibili grazie all'impegno di un gruppo di volontari appassionati che rendono possibile un festival ricco di iniziative (date un'occhiata al programma...) che sopravvive grazie alla passione di chi lo anima e il sostegno degli sponsor che credono nel progetto.
CC&S3 entra nel clou a partire da venerdì, ma sono certo che in città sono già stati avvistati loschi figuri come Gianluca "Johnny" Pagliarani e Tuono Pettinato (gentaccia con cui anche il sottoscritto sta tramando qualcosa...). A Cesena arriverò solo sabato pomeriggio insieme a Lee Bermejo per una conferenza "western", ma questa è materia per un altro post...

giovedì 10 novembre 2011

[Da Non Perdere] And now, for something completely different...


Due mosse scorrette in un colpo solo.
Primo: segnalo come [DaNonPerdere] una cosa mia (e di cui ho già parlato parecchio).
Secondo: lo faccio rubando il titolo ai Monty Phyton, cosa che mi garantirà di marcire in uno dei tanti inferni che la mente geniale di Terry Gilliam potrebbe partorire.
99 GIORNI è disponibile già da qualche giorno (dal 6 novembre, per la precisione) anche in libreria, nell'edizione di Panini Comics avvistata in anteprima a Lucca 2011, dove il primo stock di copie è andato esaurito allo stand dell'editore. Il [DaNonPerdere] in effetti l'ho messo perché è una storia a cui tengo molto e mi farebbe piacere se la ingiustamente sottovalutata collana Vertigo Crime/Panini Noir potesse trovare in 99 GIORNI l'interesse rinnovato di chi magari ci arriva seguendo questo blog o altri in cui se n'è parlato (QUI su Apollodoro trovate la prima recensione italiana che ho avuto modo di leggere, pochi minuti prima di postare queste news).
Poi, forse, ci sta perché 99 GIORNI è anche un piccolo precedente mai visto prima.
Così come a me fa ancora un po' strano pronunciare il titolo in italiano, credo (ma sono pronto a smentite) che sia la prima volta che un autore traduce un suo stesso lavoro nella sua lingua madre dopo averla scritta in una straniera. Magari è proprio una prima assoluta, non saprei...
Infine, come accennavo QUI, la copertina che vedete qui sopra ha qualcosa di diverso dall'originale Vertigo. Provate a indovinare... su, è facile...
Adesso andate a vedervi il film a cui ho rubato il titolo, che merita tutto il vostro tempo.

When the smoke clears

A me le facce come questa sono sempre piaciute un sacco.
Smokin' Joe Frazier se n'è andato da poco ed è triste pensare che pochi oggi conoscano quest'uomo e sappiano cosa ha fatto della sua vita e per la comunità afroamericana in generale.
La colossale personalità di Muhammad Ali ha divorato la notorietà che gente come Frazier si meritava. Il loro Fight of the Century fu un incontro spettacolare. E la meritata vittoria di Frazier sorprese parecchia gente.
Non starò ad annoiarvi con un lacunoso necrologio, leggetevi piuttosto l'articolo che Gian Piero Travini ha scritto per La Voce di Romagna (e poi seguitelo anche su LoSpazioBianco, che ne sa a pacchi anche di fumetti!), ne vale davvero la pena. Lo "Zio" Travini è un appassionato di boxe duro e puro.
Uno di quelli da non far incazzare.

Vi lascio con un paio di foto scattate poche settimane fa, a New York, nell'hotel dove alloggiavo. Lo stesso che era un po' una "seconda casa" per Smokin' Joe, come mi ha detto il direttore col quale mi sono fermato a parlare quando ho notato i guantoni appesi al muro nel suo ufficio. Il bizzarro, vagamente infantile autografo con dedica di Joe incorniciato accanto alla foto in posa mi ha fatto tenerezza.

 



Poi, stamattina, ho trovato questo trailer.
E adesso DEVO vederlo...

martedì 8 novembre 2011

Otto novembre duemilaundici


Forse sarà un giorno da ricordare.
Anticipato mille volte, ancora più atteso da molti, oggi è forse il giorno in cui vent'anni di storia tragicomica del nostro paese finalmente finiranno.
E sarebbe bello vederli finire con "stile", in piena notte dei lunghi coltelli. (ecco QUI un fulgido esempio)
Nelle prossime ore.

E poi, se così sarà, vedremo cosa succederà, chi saprà fare cosa per risollevare questa piccola nazione dalla forma buffa, che negli ultimi anni si è abbruttita culturalmente sotto molti, troppi punti di vista.
Non nascondo di trattenere un sospiro di sollievo. E spero di poter presto iniziare a trattenere tutti il fiato con trepidazione, per vedere cosa succederà.
Aspettando che il fetore ventennale si diradi...

mercoledì 2 novembre 2011

[Da Non Perdere] Octavia Monaco per una settimana ancora...


Se non conoscete ancora Octavia Monaco e i suoi bellissimi lavori, avete ancora un'occasione perché io possa perdonarvi.
QUESTA.
La mostra resterà aperta fino al 9 Novembre.
Quindi avete una settimana per scoprire Octavia.
O per rifarvi ancora una volta gli occhi sui suoi splendidi quadri.
Andate, quindi.
Adesso.

Il giorno dopo... (due, a dire il vero)

Lucca è finita, siamo tutti vivi e credo si possa dire che si stata una bella edizione.
Per me lo è stata, anche se è finita con un giorno d'anticipo.
Piena (155.000 presenze... una cifra spaventosa) ma tutto sommato vivibile e come sempre l'occasione migliore per ritrovare amici e colleghi che spesso si vedono solo qui.
Ho conosciuto tante nuove persone, professionisti e appassionati, visto svilupparsi nuove possibilità di collaborazioni future, partecipato a serate con amici con tassi alcolici elevati (vero, Riccardo Burchielli?) e a una festa davvero ben riuscita (grazie a Marco Schiavone e a tutto lo staff della Edizioni BD) e presentato due lavori nuovi.
Il primo è l'antologico GANGBANG, edito da Manifesto e Edizioni BD, di cui vi voglio parlare con più calma perché c'è un retroscena divertente dietro alla storia che Giuseppe "Cammo" Camuncoli e io abbiamo realizzato insieme al giovane ma già bravissimo (guardate QUI cosa ha combinato, nel frattempo...) Paolo d'Antonio.

È un bel librone tutto rosso (la cover qui sopra è quella "bianca" dell'edizione da edicola che uscirà in allegato al quotidiano ai primi di dicembre, opera di quel geniaccio folle di Maurizio Rosenzweig di cui avrò modo di riparlare presto...) e pieno di storie che traggono spunto dalla quarantennale vita de Il Manifesto in modo originale e rendendo omaggio alla sua libera voce.
Il secondo è quel 99 GIORNI di cui ho già abbondantemente parlato QUI e QUI e di cui presto posterò la copertina (un motivo c'è, restate sintonizzati...), presentato allo Panini Comics dove è andato esaurito nel pomeriggio di domenica (rendendo così piuttosto leggera la signing session prevista).
Ecco spiegata la natura della foto qui sotto...

Francesca Sanfilippo è passata allo stand della Scuola Internazionale di Comics mentre ero "in servizio", e mi ha ritratto seduto accanto all'unica copia di 99 GIORNI presente in quel momento a Lucca. Il che spiega i due post-it sagomati (che recitano "in vendita allo stand Panini" e "no, esaurito in fiera! damn...") nonché la mia espressione imperdonabile.
I "rifornimenti" sono poi arrivati nel pomeriggio di lunedì, quindi mi spiace se qualcuno non l'ha trovato. Dovrete tormentare i vostri librai per poter leggere di Antoine & soci nel nostro nativo idioma.
Io, come al solito, ho visto parecchia roba interessante che non ho fatto in tempo a comprare.
Ma ho preso nota e non mancherò di procurarmi la mia "dose" di nuvole parlanti di fine anno.
Cheers!

giovedì 27 ottobre 2011

Lucca 2011: dovecomequando


Ancora non ho smaltito i postumi della Convention di New York, ed eccomi in partenza per l'annuale Lucca Comics.
Domani sarò abbastanza libero, ammesso che superi la Linea Gotica e riesca a farmi strada fino alle mura della città (maltempo permettendo). Da sabato 28 a lunedì 31 ottobre, mi si potrà trovare allo stand della Scuola Internazionale di Comics (Padiglione Editori, Piazza Napoleone, Stand E164) dalle 10:00 alle 14:00.
Domenica 30 ottobre, dalle 14:00 alle 15:00, sarò allo stand Panini Comics per "presentare" 99 GIORNI , decima uscita della linea Panini Noir (tanto "fresca"da non essere ancora in catalogo, a quanto pare) e incontrare i lettori. Kristian Donaldson non ci sarà, purtroppo, quindi se qualcuno desidera uno sketch, dovrà accontentarsi degli scarabocchi del sottoscritto...

mercoledì 26 ottobre 2011

uBC e 99 GIORNI


Roberto Giammatteo ha pubblicato sul sito di uBC una mia intervista relativa a 99 GIORNI, realizzando anche il mash-up di immagini che vedete qui sopra e che ora fa da "intestazione" alla mia pagina di Facebook. .
L'intervista, con relativa anteprima, la trovate QUI.
Ovviamente ringrazio Rob e lo staff di uBC per l'attenzione che in tanti continuano ad attribuire a questo mio ultimo lavoro. Non vedo l'ora di essere a Lucca per promuoverlo un po' (anche se l'ho "solo" scritto e non potrò fare sketch à go-go...) e poi di iniziare ad avere feedback vari da chi avrà modo di leggerlo.

martedì 25 ottobre 2011

Di NYC Comic Con e Prime Volte

La prima Comic Con di New York, quella del 2006, era piccina e tutta dedicata al fumetto. Gli organizzatori, forse poco convinti della sua riuscita, le avevano dedicato solo lo spazio di un seminterrato del gigantesco Jacob Javits Center. L'affluenza toccò comunque l'inaspettata cifra di 33.000 visitatori. Era la prima volta che andavo nella Grande Mela per una convention, dopo le diverse esperienze alla fiera "gemella" di San Diego a partire dalla fine degli anni '90, e un paio di visite a NYC di carattere non esclusivamente professionale.
Questa edizione, la sesta, ha contato 105.000 presenze. Sempre meno di Lucca, ma un incremento decisamente notevole.

Anche quest'anno ho partecipato e, come potete vedere dall'immagine di apertura, è stata per certi versi una prima volta tutta nuova anche per me. A stagliarsi contro la sagoma del Batman di Arkham City, il notevole videogame promosso in pompa magna alla DC Comics, è infatti lo stand-up con la copertina di 99 DAYS e il nome del sottoscritto.
A cosa serve questo oggetto? Semplice. Ci si sta seduti dietro quando si ha il turno di autografi & incontri con i lettori al tavolo dello stand dell'editore.
Cosa che mi ha fatto piacere, naturalmente.
Qui sotto mi vedete accanto al bravissimo Kristian Donaldson, che il nostro Vertigo Crime lo ha disegnato da dio, e che ho conosciuto per la prima volta proprio a New York.

Kris, oltre a essere un artista strepitoso, è un tipo simpatico col quale ho passato parecchio tempo a chiacchierare di idee future. Per la prima volta, appunto.
Poi, gli amici de LoSpazioBianco mi hanno chiesto di scrivere un piccolo report (assolutamente unofficial) della fiera, quindi avrò modo di parlare ancora della NYC Comic Con e ovviamente posterò il link anche qui su Breakfast.
E anche questa, in fondo, sarà una prima volta da "inside man".

giovedì 20 ottobre 2011

99 GIORNI su Comicus (dopo 8 a New York)


Poche parole, per il momento, ché sono atterrato meno di due ore fa.
Vi racconterò a breve qualcosa della mia trasferta niuiorchese, ma per adesso vi segnalo la bella intervista che Alfredo Goffredi mi ha fatto per Comicus e che fino a ora non ero riuscito a condividere qui su Breakfast o altrove.
La trovate QUI.
Si parla di 99 GIORNI (il titolo in italiano non è un errore) che esce in questi giorni per Panini Comics. Ci trovate anche alcune pagine, anch'esse in italiano, che vedo per la prima volta anche io. È divertente l'effetto che mi fa vedere tradotto nella "lingua madre" un lavoro nato e cresciuto in una lingua straniera.
(l'immagine qui sopra è la prima vignetta...)

Ah, poi a New York ho conosciuto finalmente Kristian Donaldson, che è simpaticissimo oltre che bravo come pochi.
Ma questo è materiale per un altro post.
Adesso tiro fiato e sfaccio la valigia...

domenica 9 ottobre 2011

Prima di toccare quota 100


Che Massimo Carnevale sia uno degli artisti più interessanti che il fumetto nostrano abbia prodotto negli ultimi anni lo sanno tutti. Il gusto e la raffinatezza con cui sa rendere unica ogni illustrazione sono indiscutibili, e la sua tecnica è di quelle che regalano sempre uno stupore rinnovato.
Ho coperto il suo Sketchesnatched qualche mese fa.
L'idea di "rubare" al cinema delle immagini, a volte fedeli al limite del fotogramma altre volte anche solo basate su sensazioni, ricreavano immediatamente il ricordo del film che Massimo omaggiava.
Una lunga (siamo a 84 opere realizzate ad oggi...) serie di capolavori che a Lucca verrà ospitata a Villa Bottini in una mostra frutto della collaborazione tra Lucca Comics e Lucca Film Festival inaugurata ieri e che durerà fino al 1 novembre. Trovate qualche informazione QUI e un breve servizio QUI.
Avevo deciso di parlarne su Breakfast of Champions per celebrare la messa online del 100mo pezzo di Sketchesnatched, ma vista l'occasione, ho pensato fosse il caso di segnalarlo per i pochi di voi che ancora non ne conoscevano l'esistenza. Poche chiacchiere, quindi, lasciate subito questo blog e filate a gustarvi i suoi lavori.
In attesa di arrivare a quota 200.
(ehi, io ci conto, Massimo!)

venerdì 7 ottobre 2011

Iron Man Titanium... in Italia


Da non credere.
Uscito durante il lungo silenzio di cui ha sofferto questo blog, la storia che appare all'interno dell'antologico IRON MAN TITANIUM è in effetti la seconda da me realizzata per la House of Ideas dopo quella in cui facevo secchi tutti gli X-Men e ancora inedita in Italia.
Disegnata da Steve Kurth, noto ai fan di Testa di Latta per i disegni su Iron Man Legacy e altro, uscì lo scorso ottobre, esattamente un anno fa.
Ricordo che lo acquistai l'ultimo giorno in cui mi trovavo a New York per la Comic Convention locale (dove mi appresto a tornare), nel famoso negozio Midtown Comics. Pagai la mia copia senza che nessuno potesse immaginare che fossi uno degli autori presenti al suo interno. Il che, lo ammetto, fu una bella sensazione.
Ora gli amici della Panini (nello specifico il mitologico Giorgio Lavagna) mi comunicano che uscirà a gennaio 2012, su Iron Man & i Vendicatori 46, e Luigi Mutti, traduttore regolare della serie, ha gentilmente offerto a me di tradurla.
Visto l'imperdonabile ritardo con cui mi decido di promuovere un mio lavoro (sono davvero un campione di anti-marketing...), vi lascio con un qualcosa "a tema" che possa fare sorridere.
Gli si può solo volere bene, a quest'uomo...

giovedì 6 ottobre 2011

Affamato e pazzo

L'ho sentito alla radio non più di due ore fa.
Mi fa sempre un po' impressione sentire le notizie grosse alla radio. Ha un qualcosa di solenne.
Non la terrò lunga, perché lo faranno altri al mio posto.
Steve Jobs è morto.
Quando ho comprato il mio primo Macintosh LC II, una "bestia" con 4 mega di ram e 6 di hard disk (!!) era il 1992. La mela che lo marchiava era quella arcobaleno che vedete in cima a queste parole.
Ce l'ho ancora, quel vecchio Mac, e in un certo senso gli voglio bene.

Da allora ho sempre e solo lavorato in ambiente Apple, assistendo da utente (quasi) esperto al ritorno di Jobs e alle grandi novità che seppe portare alla Mela e non solo.
Allora manco sapevo esattamente chi fosse, ma ci ho messo poco a rendermi conto della sua visione.
Non serve aggiungere altro, credo.

Però girano un po' le palle a pensare che nel giro di due settimane se ne sono andate due persone che hanno dato a tante, tantissime persone sempre e solo il meglio che potevano.

Non ci resta che il mantra che ho sempre amato. Quel suo "Stay hungry, stay foolish." che vuol dire tanto, in quanto a filosofia del voler fare.

Quindi restiamo affamati. E pazzi.

lunedì 26 settembre 2011

[Diario] In ascensore

Con Sergio Bonelli ho parlato diverse volte.
Mai abbastanza, comunque, quindi non vanterò una conoscenza che possa dare più volume al dolore che lascia sempre una persona come lui quando se ne va. Ma mi va di ricordare due episodi, il primo e l'ultimo --be' uno, degli ultimi, a dire il vero, ma tant'è-- in cui ci siamo incontrati.
Episodi significativi, per me.

Il primo episodio andò così.
Quando: settembre del 1988. Dove: la Festa dell'Unità di Reggio Emilia.
Sergio era ospite della festa per una serata dedicata al fumetto in occasione del quarantennale di Tex. La conferenza fu, come sempre erano le sue, divertente, ricca di aneddoti e piena di umanità. Alla fine del tipico question time (e sì, qualcuno chiese se Tex fosse di destra o di sinistra...), Sergio si fermò per incontrare il pubblico, forse firmare qualche autografo e, con mio incredibile piacere, a guardare le tavole e i disegni delle persone intervenute all'incontro.
Non ricordo, a dire il vero, se ci fossero altri incauti aspiranti fumettisti. Ma io c'ero. Sedicenne, pieno di speranza e con il desiderio bruciante di fare il disegnatore. Sergio guardò pazientemente la roba che gli avevo portato (schizzi e roba che in seguito avrei scoperto chiamarsi pin-up disegnate a matita su fogli riciclati da chissà dove), mi dedicò un po' del suo tempo, diede dei consigli e mi disse di continuare.
Alla fine non ho fatto il disegnatore, ma credo che un po' della "colpa" del lavoro che faccio oggi la si possa far risalire a quella sera di tanti anni fa.

L'altro episodio andò così.
Quando: Marzo 2010. Dove: Mantova Comics.
A dire il vero, ci incontrammo nell'ascensore dell'albergo dove alloggiavamo, vicino all'area della convention lombarda. Sergio mi salutò cordialissimo e iniziò a parlare della conferenza a cui avevo preso parte quel pomeriggio, quella sulla Italian Invasion del mercato americano, che mi vedeva insieme ai tanti autori e amici che come me lavoravano per il mercato d'oltreoceano. Sergio era seduto tra il pubblico.
Tra il pubblico.
Fu strano pensare, come feci, a quella sera di ventidue anni prima, e vedere lui in platea. E ancora più strano, perché inattesi, furono i complimenti che fece a me e ai suddetti colleghi per la conferenza, che diceva di aver trovato interessante. "Mi ero anche preparato qualche domanda per aiutare la cosa, ma non ne avete avuto bisogno, siete stati bravi..." disse. Ci facemmo una risata e continuammo a parlare nella hall dell'albergo, di America, di viaggi, di Hugo Pratt per via del mio lavoro su GLI SCORPIONI DEL DESERTO e altro ancora.
Infine ci salutammo e andammo alle rispettive cene programmate.

Ci sono stati altri episodi, come l'inaugurazione della mostra di Dino Battaglia, a Reggio Emilia, nel novembre scorso. La sera del vernissage, Sergio e il maestro Sergio Toppi parlarono dell'amico scomparso a cui era dedicata la bella mostra. Sergio parlò a braccio, e riempì il suo omaggio a Battaglia con la solita verve, tanti aneddoti e umanità.
Non era cambiato, insomma.

Dei suoi meriti come editore e del ruolo che ha avuto nella mia formazione come lettore prima e futuro autore poi non parlerò.
Non serve e non interessa.
Non oggi.

Oggi è il primo giorno in cui non c'è Sergio Bonelli.
E fa molto, molto strano pensarlo.

martedì 20 settembre 2011

Niente trucchi


Perché Rollie, per certi versi, è davvero un gigante.
E così prendo in prestito il nome del blog di Michele Petrucci per dare un titolo a questo post non strettamente "fumettoso".
E mentre lo faccio, mi rendo conto che le cose sono collegate.
Questo simpatico signore, che ha appena compiuto novant'anni, è tornato in Italia per la prima volta dal 1945 per festeggiare il suo compleanno con una crociera insieme alla nipote e suo marito, quel Jim Lee al cui matrimonio l'ho conosciuto due anni fa.
Ricordo i racconti di guerra che regalava al tavolo, quando parlava dei voli che dalla Puglia a Fano (città natale di Petrucci, ed ecco il legame...) per bombardare le fabbriche della città. Rollie è stato un capitano dell'aeronautica e pilotava un P-51 Mustang, un gioiello come quelli che potete vedere qui. Anche su Firenze (dove l'ho rivisto con piacere, una settimana fa) e Pisa era passato solo a volo radente sulla città, ed era la prima volta che camminava per le strade di luoghi che mi sono così familiari.
Ho conosciuto diversi partigiani (anche mia nonna lo è stata), ma con Rollie è stato diverso, perché è il primo pilota di caccia bombardieri che io abbia mai incontrato. Simpatico e socievole, lo stampo per fare quelli come lui (persone che la Torre di Pisa potrebbe davvero reggerla a mani nude, senza trucchi) si è definitivamente rotto.
Non ne fanno più, gente.

"Devi gettare una moneta alle tue spalle, nella Fontana di Trevi, Rollie... è tradizione!"
"Cosa devo fare? Io non butto via i soldi così."

Impagabile.

martedì 13 settembre 2011

Firenze e non solo


Domani e mercoledì sarò a Firenzecity per le ultime lezioni con la Class of 2011 di Sceneggiatura della locale Scuola Internazionale di Comics. Saranno sei più sei ore di lezione toste, di revisione e discussione dettagliata degli elaborati finali dei sei studenti (la Posse, come l'ha ribattezzata il mio neo-collega Giovanni Barbieri).
Il tutto con l'aggiunta di un pranzo con un certo co-publisher di origine coreana e una serata con un po' di amici.
Insomma, sarà una tirata, ma di quelle buone.
Poi torno, vi racconto e magari vi aggiorno anche su quello che sto combinando ultimamente.
Se sopravvivo al caldo della palude fiorentina, (pare pioverà, ma senza rinunciare a suoi 31 gradi), ça va sans dire...

giovedì 8 settembre 2011

Luoghi pericolosi


Niente a che vedere con la foto qui sopra.
O quasi.
Dopo una mattina passata a sprecare tempo tra Polizia e Carabinieri cercando di fare una denuncia di smarrimento del tesserino sanitario/codice fiscale totalmente inutile (GRAZIE, anonimo interlocutore del numero verde dell'Agenzia delle Entrate...), finisco in coda allo sportello per ottenerne il duplicato.
Il turnomatic di una volta è stato sostituito da un televisore LCD appeso alla parete su cui appare la progressione numerica che si avvicina, inesorabile e lentissima, al bigliettino che reggo in mano manco fosse quello vincente della lotteria di capodanno.
Per qualche ragione, sul margine sinistro dello schermo, si alternano scritte multilingue a immagini bucoliche di baite alpine.
Poi, appena prima che tocchi a me, l'immagine sullo schermo diventa quella che apre questo post.
Come a volermi avvisare di un non meglio precisato pericolo incombente.
Forse dovrei aver paura...

mercoledì 7 settembre 2011

Machete, quello vero


Quando sono entrato nella ferramenta non l'ho notato.
Ero lì insieme a un amico per recuperare viti e tasselli necessari per il bricolage pomeridiano alla Scuola Internazionale di Comics. Sapete com'è, l'open day di sabato 17 settembre si avvicina e stiamo sistemando un po' di cose (nuovi computer con quadri --uno ENORME-- da appendere e spine multiple da fissare alle pareti) per prepararci a quella che, come ogni anno è un po' la festa di apertura dell'anno scolastico.
Ero lì, dicevo, e dopo aver pagato il necessaire, alzo gli occhi e vedo il machete appeso, anzi sospeso grazie a sottili e facilmente frangibili catenelle, sulla testa del negoziante.
Sarà per via di 99 DAYS e del machete in copertina, ma quando gli chiedo il prezzo, l'esercente pingue e sudaticcio sorride e mi dà una risposta piuttosto originale.
"Quello è per autodifesa."
Davanti al nostro stupore ci spiega come certi balordi entrati nel negozio siano stati dissuasi da qualsiasi cattiva intenzione avessero quando ha alzato il braccio verso il manico.
Poi ci mostra l'ascia che tiene dietro la macchina per la riproduzione delle chiavi.
Sembra un signore tranquillo, dice "fortuna che non hanno pistole," e improvvisamente capisco di aver a che fare con uno che Danny Trejo rispetterebbe.

Per la cronaca, il machete costava solo cinquanta euro, ma l'ho lasciato dov'era.

lunedì 5 settembre 2011

Scalando montagne...



Questa è la colonna sonora odierna, merito di un'amica con gusti sopraffini.
Poi ci sono delle novità che mi obbligheranno ad aggiornare Breakfast più spesso, di cui parleremo presto.
Intanto godetevi Will Shatner in quella che è forse la sua interpretazione più riuscita.

mercoledì 24 agosto 2011

Niente male...


Su questo malandato-e-recentemente-risorto blog ho postato raramente link cose diverse da making-of e curiosità varie relative ai mie lavori presenti e passati. Ma visto che sono abbastanza deciso a ravvivarlo e mantenerlo un po' più divertente di un tempo (prima o poi chiederò a Robe di darmi qualche lezione a riguardo...), cominciamo linkando questo fumetto coreano.
"Leggete" fino in fondo, una vignetta alla volta. Non avete bisogno di capire il coreano per godere dell'effetto che l'autore ha creato.
E come ricorda Heidi MacDonald su The Beat, tenete alto il volume dei vostri speaker...

venerdì 19 agosto 2011

Recensione di 99 DAYS, ma occhio...

...perché gli spoiler sono parecchi!
Pare sia piaciuto, comunque, cosa che fa piacere.
L'hanno fatta quelli del sito Comic Revolution e la trovate QUI.
Cheers!

mercoledì 17 agosto 2011

99 DAYS, la copertina definitiva


Questa è la copertina definitiva, opera di Lee Bermejo.
Sarà la suggestione, ma sembra troppo la locandina di un film...

99 GIORNI e più di un anno dopo...




Esce oggi negli Stati Uniti dopo un lungo periodo in-the-making. 99 DAYS è forse una delle cose migliori che ho scritto e Kristian Donaldson ha fatto un lavoro superbo, rendendo questa storia qualcosa di cui sono davvero orgoglioso.
Per quelli di voi che non avessero modo/tempo/occasione di procurarsi la copia in inglese, vi posso già anticipare che a Lucca 2011, allo stand Panini Comics, potrete trovare l'edizione italiana di 99 GIORNI (diavolo, non sono abituato a leggere il titolo in italiano) e, ovviamente, il sottoscritto che sarà lì a presentarlo.


E con l'uscita americana di 99 DAYS si interrompe ufficialmente, dopo più di un anno, il silenzio della Colazione dei Campioni...